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Calcio, squalificato “l’astro nascente” indiano, dichiarava 16 anni, ne ha 28

Appena 166 minuti giocati, un gol, un assist. Dopo le brillanti prestazioni offerte con la maglia della Nazionale indiana Under 16

Il “16enne” Gourav Mukhi era diventato una star lo scorso 7 ottobre in occasione del 2-2 segnato, a dieci minuti dall’ingresso in campo, col suo Jamshedpur ai rivali del Bengaluru, rete che gli valse, tra l’altro, anche il premio di “Più giovane marcatore dell’Indian Super League”.

La stampa locale è convinta che, nel vastissimo Paese asiatico, sia finalmente nato un fuoriclasse e tutti iniziano a tessere lodi sperticate all’enfant prodige che regalerà lustro all’India nel mondo calcistico. Lui, in cambio, viene travolto da fama e successo.

Una storia affascinante, resa romantica dal contesto socio-politico di un Paese in via di sviluppo che si eleva a potenza mondiale, ma che è ancora connotato da un’infinità di contraddizioni interne, con oltre un miliardo e 300 milioni di abitanti ed un terzo della popolazione (un numero pari a quello degli Stati Uniti) che vive al di sotto della soglia minima di povertà. Gourav Mukhi regala speranza a chi non ne conosce neppure il significato, è un modello per i bambini in difficoltà, incarna l’immagine di chi ce l’ha fatta. Ma è tutto tremendamente falso. Esattamente come accadde, nella nostrana Serie A col caso Eriberto/Luciano, il baby prodigio indiano ha mentito spudoratamente e scientemente: non ha 16 anni, bensì 28.

 Viene da chiedersi, se all’anagrafe è registrata come data di nascita “4 maggio 2002”, com’è stato possibile scoprire l’arcano? E la risposta ha dell’assurdo, perché l’indagine nasce lo scorso settembre, dopo un’intervista rilasciata al quotidiano locale “The Telegraph” dallo stesso Mukhi, in cui avrebbe inavvertitamente rivelato al giornalista la propria età effettiva. Un errore imperdonabile, che non gli costerà soltanto i sei mesi di squalifica comminatigli dalla Federazione e la revoca del prestigioso premio come più giovane marcatore del massimo campionato indiano. In ballo, infatti, c’è molto di più: “l’eroe” del Jamshedpur non avrà più gli occhi del mondo addosso, non sarà più l’idolo di centinaia di milioni di bambini e nessun gol segnato avrà mai più la stessa eco avuta da quello che, almeno fino al prossimo 31 maggio 2019, resterà l’unico.