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Una donna commette una delle delle cose più schifose e riprovevoli che un essere umano possa fare, ecco cosa ha fatto

Bisognerebbe ricordare, anzi riempire le città con le sue foto con sotto scritto Wanted. Il suo nome è Natalie Cepeniuk. Si è scattata un selfie mentre “succhiava” il sangue di un canguro appena nato e decapitato.

Gli psicologi dicono che “I bambini che rispettano gli animali, saranno adulti migliori”, ma evidentemente a Natalie, nessuno lo ha mai insegnato, ed il risultato è più che evidente. Lei è australiana, ed è una cacciatrice di cinghiali. Un giorno mentre era a caccia, ha investito un canguro con la sua auto. Ha subito visto che era una femmina e che probabilmente aveva partorito da poco. Quindi è andata alla ricerca del suo piccolo e dopo averlo trovato nascosto in un cespuglio, senza pensarci due volte, lo ha sgozzato e poi come potete vedere dalla foto, ne ha bevuto il sangue.

Ma per essere certa che tutto il mondo sapesse cosa avesse fatto, la signorina si è scattata dei selfie, che ha postato poi su Facebook con la seguente didascalia: ” Ho una gola così profonda che potrebbe entrarci tutto”. I commenti non si sono fatti attendere. Gli animalisti di fronte a tanta crudeltà si sono fatti risentire e lei ha motivato il suo gesto spiegando di aver ucciso il  piccolo canguro, perchè altrimenti sarebbe morto a breve di stenti e che lei decapitandolo lo aveva solo sollevato da inutili sofferenze.

Quindi se qualcuno voleva piangere la morte di quell’animale doveva andarlo a fare da un’altra parte e non sotto la foto che lei stessa aveva postato. Quindi quell’atto era stato fatto più per compassione che per piacere. La vicenda ha fatto scendere in campo la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSCPA) australiana, che ha inviato una inchiesta. Purtroppo non esistono foto dell’esecuzione del piccolo canguro, ma solo quelle in cui lei succhia il suo sangue.

Per la legge australiana, quindi la donna, non può essere condannata per crudeltà sugli animali, in quanto  non ci sono prove che lei abbia intenzionalmente ucciso la madre del piccolo e sempre per la stessa legge in caso di cuccioli questi possono essere uccisi, come sostiene lei per evitare loro una morte di stenti. Quindi ancora una volta purtroppo la cattiveria sembra averla fatta liscia, anche se gli animalisti del RSCPA, non si danno per vinti e stanno cercando un modo per far condannare Natalie. E’ proprio vero che dietro un viso d’angelo, spesso si può nascondere la cattiveria allo stato puro.