Samsung dice basta a sfruttamento lavoro minorile

Il colosso dell’elettronica la Samsung ha deciso di dire basta allo sfruttamento del lavoro minorile per questo ha chiuso i rapporti lavorativi con la Dongguan Shinyang Electronics Co che assemblava dei pezzi per la società sud coreana.

Una decisione che si attendeva da tempo che è stata presa dopo tante proteste da aperte di numerose associazioni e governi contro lo sfruttamento del lavoro minorile.

L’Asia e soprattutto la Cina sono le zone dove avviene più frequentemente l’utilizzo di questo tipo di manodopera che costa sicuramente meno di quella legale e che può essere maggiormente sfruttata.

L’organizzazione China Labor Watch con sede a New York negli Stati Uniti d’America da tempo si muove per limitare al massimo questo tipo di sfruttamento.

Proprio la China Labor Watch ha condotto in questo ultimo periodo ben tre ispezioni alla azienda cinese Dongguan Shinyang Electronics Co dove ha scoperto che si faceva all’interno dell’industria per il controllo delle macchine delle catene di montaggio spesso utilizzo di manodopera formata da lavoratori minorenni.

Solitamente i lavoro minorile viene utilizzato dalle industrie cinesi quando vi è arretrato da smaltire ed in quel caso si occupano i  ragazzini e le ragazzine per tre o sei mesi pagamendoli in maniera ridotta e facendoli lavorare in condizioni disumane ed anche per 11 ore di fila al giorno.

Samsung in seguito alla dettaglia relazione della China Labor Watch dopo le tre ispezioni svolte ha deciso di dire basta allo sfruttamento minorile ed ha rescisso qualsiasi tipo di rapporto lavorativo con l’azienda cinese.

Sembra che Samsung non si sia fermata solo a questo ed abbia deciso di segnalare il tutto anche alle autorità cinesi che in questo ultimo periodo sembrano finalmente sensibili a questo annoso problema.

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Lorenzo Costantino