A Otto e mezzo Gad Lerner accosta la Meloni ai Castro e ai Kaczynski. Poi parla di guerra, governo e possibili dimissioni.
Gad Lerner: “Partito di due sorelle come i Castro a Cuba”
Il confronto politico sul governo della Giorgia Meloni è entrato nel dibattito televisivo di Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7. Durante la trasmissione, Gad Lerner è intervenuto sulla stabilità dell’esecutivo e sul ruolo della presidente del Consiglio all’interno del quadro politico nazionale ed europeo.
Il passaggio più netto è arrivato quando il giornalista ha richiamato una precedente battuta di Matteo Renzi sulla “famiglia Addams” e ha collegato quel riferimento alla struttura del partito di maggioranza. Lerner ha dichiarato: “A proposito di famiglia Addams, io vorrei sottolineare che di casi come questo di un partito di governo diretto da due sorelle, io ricordo soltanto i gemelli Kaczynski in Polonia e i fratelli Castro a Cuba”.
Il paragone ha chiamato in causa due riferimenti storici e politici molto diversi: i fratelli Castro a Cuba e i gemelli Kaczynski in Polonia. Nel ragionamento di Lerner, il punto centrale era il ruolo delle due sorelle Meloni nella guida politica di Fratelli d’Italia e nella gestione del potere all’interno della maggioranza.
“Stanno su perché c’è la guerra”, l’attacco al governo Meloni
Nel corso dello stesso intervento, Lerner ha poi allargato il discorso alla tenuta del governo e al contesto internazionale. Il giornalista ha sostenuto che l’esecutivo si trovi in una fase politicamente complessa, nonostante la solidità numerica della maggioranza parlamentare.
La sua dichiarazione è stata esplicita: “In questo ultimo anno di legislatura è inevitabile che vivano il tempo della fronda, il tempo dei distinguo, anche se hanno una solida maggioranza parlamentare, stanno su perché c’è la guerra”.
Il riferimento alla guerra è diventato il centro della parte successiva del suo ragionamento. Lerner ha aggiunto: “In questo ultimo anno dovrà bere l’amaro calice di spiegare agli italiani che c’è la guerra che lei non aveva prevista, ma chi l’ha scatenata? Chi l’ha voluta questa guerra se non i suoi confratelli, a proposito di famiglia Addams, Trump e Netanyahu?”.
Nella frase sono stati citati Donald Trump e Benjamin Netanyahu, accostati da Lerner alla Meloni nel quadro del dibattito sulle responsabilità politiche internazionali e sugli effetti della guerra sulla stabilità del governo italiano.
“Mattarella avrebbe respinto le dimissioni”, il confronto con Renzi
La discussione si è poi spostata sul tema delle eventuali dimissioni della presidente del Consiglio dopo il referendum. Lerner ha commentato anche l’ipotesi, richiamando una valutazione espressa da Matteo Renzi, presente in trasmissione.
Il giornalista ha dichiarato: “Io penso che resterà lì. Matteo Renzi ha detto ‘al posto suo dopo il referendum mi sarei dimesso’, io credo che Mattarella avrebbe respinto le sue dimissioni perché c’è la guerra, perché c’è una situazione di emergenza, c’è una maggioranza parlamentare. Inventarsi il ritorno di Mario Draghi…”.
A quel punto Renzi è intervenuto per precisare la propria posizione. L’ex presidente del Consiglio ha detto: “Sono d’accordo sul no al governo tecnico, ma io penso che lei avrebbe dovuto chiamare le elezioni, mia opinione personale, e le avrebbe perse come le perderà nel 2027, ma naturalmente è una mia valutazione”.
Il confronto televisivo ha quindi messo insieme tre temi distinti: il paragone di Lerner tra la Meloni, i Castro e i Kaczynski; la lettura sulla tenuta del governo in rapporto alla guerra; e la valutazione di Renzi sulle elezioni e sulle dimissioni. Le dichiarazioni restano il nucleo della notizia, mentre il contesto istituzionale richiede cautela nella lettura dei paragoni storici richiamati in trasmissione.
