Lupi boccia Vannacci e Futuro nazionale: “Sembra il M5s di estrema destra, tutto già visto”
Maurizio Lupi critica Roberto Vannacci e paragona Futuro nazionale al primo M5s: “Tutto già visto”.
Maurizio Lupi prende di mira Roberto Vannacci e il suo progetto politico, Futuro nazionale, dopo la convention che ha riunito sostenitori e simpatizzanti del generale. Il leader di Noi Moderati, in un’intervista a Repubblica, ha paragonato il linguaggio usato da Vannacci a quello del primo Movimento 5 Stelle, sostenendo che l’operazione politica del militare ricordi il clima del Vaffa day lanciato da Beppe Grillo. La conseguenza, secondo Lupi, è il rischio di una nuova spinta populista nell’area più radicale della destra, ma senza una vera capacità di costruire un partito solido.
Maurizio Lupi contro Vannacci e Futuro nazionale
Il giudizio di Lupi è netto. La convention di Roberto Vannacci, ha spiegato, gli ha ricordato «il Vaffa day, Futuro nazionale sembra un M5s di estrema destra. Tutto già visto». Per il leader di Noi Moderati, il punto non riguarda soltanto i contenuti, ma soprattutto il metodo comunicativo scelto dal generale.
«Quello di Vannacci somiglia al linguaggio di Grillo: diretto, duro, vicino al popolo. Da militare, sa che la sua forza è descriversi come l’eroe tutto legge e ordine, paladino degli ultimi, perciò usa termini come “feccia”, “sporca dozzina”. Non mi sembra una novità. È il tentativo di parlare alla pancia del Paese, rivolgendosi alla destra estrema come fanno altri movimenti simili in Europa», ha dichiarato Lupi.
Il riferimento politico è al precedente del Movimento 5 Stelle, che nel 2013, alla prima partecipazione alle elezioni politiche, sfiorò il premio di maggioranza e ottenne il 25% dei consensi. Alla Camera dei deputati raccolse circa 8,7 milioni di voti, superando di circa 45mila preferenze il Partito Democratico nel dato nazionale. Un paragone che Lupi usa per descrivere una possibile dinamica di protesta, ma anche per ridimensionare l’effetto immediato dei sondaggi.
Il paragone con Grillo e il nodo dei sondaggi
Secondo Maurizio Lupi, Futuro nazionale al momento non avrebbe ancora una struttura politica reale. «Per ora Fn esiste solo nei sondaggi. Quando io e Alfano fondammo l’Ncd ci davano al 10%, poi alle Europee dell’anno dopo facemmo il 4,2. So per esperienza che i sondaggi sono una cosa, la costruzione di un partito un’altra», ha osservato.
Il leader di Noi Moderati invita quindi il centrodestra a non inseguire il terreno scelto da Vannacci. La risposta, secondo lui, non può essere una competizione interna a chi usa toni più duri o slogan più radicali. «La strada non è la rincorsa a diventare più Vannacci di Vannacci. Ma è la sfida del governo, la capacità di stare fra le persone e offrire soluzioni. Anche sulla sicurezza: se la si strumentalizza senza dare risposte finisce che poi i populisti a volte ritornano».
La sicurezza, in questa lettura, resta un tema centrale per il centrodestra, ma deve essere affrontata con misure concrete e non soltanto con parole capaci di intercettare il malcontento. Lupi distingue così tra la funzione di governo e la costruzione di una narrazione politica fondata sulla protesta.
La convention e il messaggio al centrodestra
L’effetto della radunata di Roberto Vannacci, per Lupi, non è stato diverso da quello prodotto dal libro Il mondo al contrario, che ha portato il generale al centro del dibattito pubblico. «Lo stesso che mi fece Il mondo al contrario, che ha incredibilmente venduto 300mila copie sul web. Abbiamo assistito a una rimpatriata di reduci. Quando ci sono 2mila persone bisogna sempre portare rispetto, che però Vannacci non ha avuto. Io sono convinto che non ci sarà un grande Futuro nazionale», ha detto.
Il leader di Noi Moderati esclude però che il caso Vannacci rappresenti la vera preoccupazione del centrodestra. Per Lupi, l’obiettivo principale resta il completamento della legislatura e del programma di governo. «Non collegherei le due cose. La preoccupazione mia, della premier e degli altri alleati non è Vannacci, ma come concludere questi 5 anni di governo e dare il segnale che la politica può cambiare il Paese. Abbiamo un anno per completare il programma. Meloni, che condivido, contesta il vizio di una certa sinistra a dare patentini di democrazia utilizzando l’antifascismo».
Il messaggio politico è quindi rivolto anche agli alleati: non spostare il baricentro verso la radicalizzazione, ma consolidare l’azione dell’esecutivo. Lupi interpreta Futuro nazionale come un fenomeno ancora fragile, più legato alla visibilità personale di Vannacci che a una vera organizzazione politica radicata.