Renzi affonda Meloni dopo lo strappo con Trump: “È il fallimento della destra in Italia”

Matteo Renzi attacca Giorgia Meloni sul caso Trump: per il leader di Italia Viva cade il racconto della premier mediatrice.

Lo strappo tra Donald Trump e Giorgia Meloni diventa un caso politico interno e Matteo Renzi lo usa per colpire direttamente la premier e il centrodestra. L’ex presidente del Consiglio, rientrato da Chicago dopo l’inaugurazione dell’Obama presidential center, legge la rottura tra il presidente americano e la presidente del Consiglio come la prova del fallimento della strategia internazionale costruita dalla destra italiana negli ultimi anni. Secondo Renzi, il gesto istituzionale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha telefonato a Meloni per esprimerle solidarietà, va riconosciuto da tutti. Ma sul piano politico, sostiene il leader di Italia Viva, il caso apre una ferita molto più profonda.

Renzi su Meloni e Trump: “Fallimento della destra in Italia”

Matteo Renzi non separa il caso personale tra Trump e Meloni dal racconto politico costruito dal centrodestra. “Istituzionalmente ci riconosciamo tutti nel gesto di Mattarella, che ha telefonato a Meloni per esprimerle solidarietà. Ma, politicamente, dobbiamo prendere atto che la rottura tra Donald Trump e Giorgia Meloni segna il fallimento della destra in Italia: ci hanno raccontato per anni che il nostro compito era fare il ponte con Trump, che Meloni era decisiva a livello internazionale, la grande mediatrice, adesso la realtà è sotto gli occhi di tutti”.

Per Renzi, lo scontro non era necessariamente prevedibile in questa forma, ma confermerebbe un giudizio già espresso più volte sulla scarsa incidenza internazionale della premier. L’ex premier attacca anche il rapporto costruito dal governo italiano con l’amministrazione americana, ricordando le aperture verso Trump e il sostegno politico arrivato da esponenti della maggioranza.

“Meloni si accorge solo oggi di ciò che a noi è evidente da sempre: Trump è dannoso. Non più tardi di qualche mese fa, però, Antonio Tajani andava alla Casa Bianca con il cappellino rosso Maga e Meloni proponeva Trump per il Nobel per la pace. Non è cambiato Trump, è Meloni che ha cambiato idea, ben svegliata!”.

La replica della premier e l’accusa di Renzi

Sul modo in cui Giorgia Meloni ha reagito agli attacchi di Donald Trump, Renzi non concede attenuanti politiche. La premier ha risposto con durezza, ma per l’ex presidente del Consiglio quella reazione arriva tardi e dopo mesi di vicinanza politica al leader americano.

“Oggi se la prende perché Trump l’ha maltrattata, ma perché non ha detto nulla quando lui insultava come “scimmie” gli Obama o attaccava Macron e Sanchez? Perché non ha detto una parola quando gli agenti dell’Ice arrestavano i bambini? Per un anno e mezzo hanno fatto i paggetti di Trump e ora rivendicano di avere la schiena dritta. Attenzione, non è Meloni che abbandona Trump, è il contrario. Lei fino a due giorni fa stava ancora disperatamente cercando di ricucire il rapporto ed era tutta contenta dell’incontro”.

Alla domanda sulla possibilità che la rottura sia legata agli investimenti italiani sulla difesa, Renzi risponde con un altro affondo: “Meloni non mantiene mai gli impegni, dunque ci sta. Ma capire come ragiona Trump è impossibile”.

Il leader di Italia Viva sposta poi il discorso sul quadro americano. A Chicago, racconta, ha incontrato Barack Obama, Bill Clinton, Kamala Harris e il gruppo dirigente del Partito democratico americano. “Nelle conversazioni avute con Obama, con Clinton, con Kamala Harris e il gruppo dirigente del partito democratico, la preoccupazione, prima ancora che la frattura esterna con l’Europa, è la frattura interna al Paese. Trump spacca l’America in due, crea caos nel mondo, fa perdere agli Stati Uniti la leadership morale. Ma questo evento — in cui c’era anche un ex presidente repubblicano come George Bush — è stato bellissimo perché ha rimesso in piedi la speranza e il sogno. Considero un onore aver camminato su quel palco”.

Coalizione, Vannacci e la partita contro la destra

Nell’intervista Renzi parla anche del centrosinistra e della foto al ristorante tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. L’ex premier dice di non sentirsi escluso, ma marca una distanza politica netta. “La politica non si fa con le foto. Ma se devo scegliere preferisco le foto con Obama e Clinton rispetto a una con Bonelli e Fratoianni. A ognuno il suo, nessun problema”.

Sul rapporto con le altre forze di opposizione, il leader di Italia Viva ribadisce però la necessità di un accordo più largo per evitare una nuova vittoria del centrodestra. “Se la sinistra-sinistra vuole organizzarsi con un maggiore coordinamento, bene. Ma lo sanno anche loro che da soli perdono: serve anche una forza più riformista, di “centro radicale” secondo un’espressione di Bono Vox. Però bisogna stare insieme, perché se ci dividiamo rivince Meloni e dopo Chigi si prendono anche il Quirinale. La mia foto di famiglia è con i democratici americani, la mia casa è quella, non una foto con Avs e Cinque Stelle. Ma, pur di non regalare il Colle alla destra, sono pronto all’accordo anche con loro”.

Renzi conferma che Italia Viva-Casa riformista sarà presente sulla scheda elettorale e lascia aperta la possibilità di un progetto più ampio, citando anche Silvia Salis: “Stimo Silvia Salis e la appoggio dal primo giorno. Ma non le tiro la giacchetta: deciderà lei. Noi comunque saremo sulla scheda elettorale come Italia Viva-Casa riformista. Se poi riusciremo a fare una cosa più ampia, meglio”.

L’ultimo fronte è quello aperto da Roberto Vannacci. Secondo Renzi, la premier vorrebbe evitare una corsa autonoma dell’ex generale, perché potrebbe diventare decisiva per indebolire il centrodestra. “Vannacci deve scegliere se avere l’uovo oggi e stare in coalizione, rischiando di perdere la faccia e non fare nemmeno il 3%. Oppure puntare sulla gallina domani: essere il ricostruttore del centrodestra dopo le elezioni. Se resta fuori, la destra ha la certezza di perdere le elezioni. Io lavoro per unire la sinistra e dividere la destra, non il contrario”.

Poi l’affondo finale su Meloni: “Meloni lo prenderebbe in casa ieri, non domani. È terrorizzata dall’operazione Vannacci. Il punto vero è che, sui contenuti, Vannacci e Forza Italia sono divisi da un oceano. Vediamo chi molla, ma in ogni caso chi molla perde la faccia. E la destra perde le elezioni”.

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