Davide Bergamini collega sicurezza sul lavoro, immigrazione clandestina e controlli nei cantieri durante il dibattito alla Camera.
Davide Bergamini, deputato di Futuro Nazionale, è intervenuto alla Camera durante le dichiarazioni di voto successive all’informativa della ministra Marina Calderone sulla sicurezza sul lavoro, sostenendo che una parte degli incidenti nei cantieri e nei luoghi di lavoro sia legata anche alla presenza di lavoratori irregolari. Il parlamentare ha chiesto controlli più incisivi, soprattutto nei cantieri, e ha puntato il dito contro il sistema dei subappalti, le partite Iva straniere e l’impiego di manodopera che, a suo giudizio, non conosce adeguatamente lingua italiana, regole e dispositivi di protezione.
Sicurezza sul lavoro, l’intervento di Bergamini alla Camera
Nel suo intervento in Aula, Bergamini ha collegato il tema della sicurezza sul lavoro a quello dell’immigrazione clandestina, usando parole destinate a pesare nel confronto politico. “Spesso gli incidenti sul lavoro nascono proprio dall’immigrazione clandestina, spesso difesa da una certa parte politica”, ha affermato il deputato di Futuro Nazionale.
Il parlamentare ha poi sostenuto che il problema non possa essere affrontato soltanto con nuovi adempimenti a carico delle imprese. “Servono risposte serie, concrete – ha spiegato – Sicurezza non vuol dire solo aumentare la burocrazia per le nostre aziende, perché ci dimentichiamo che le aziende che pagano il costo della burocrazia sono sempre le stesse, le pmi italiane. Invece si chiudono gli occhi su quelle partite Iva straniere che vengono usate anche per far arrivare lavoratori irregolari anche dall’estero”.
Secondo Bergamini, proprio questi meccanismi favorirebbero l’ingresso nei cantieri di lavoratori esposti a maggiori rischi. Il deputato ha parlato di persone che, “non conoscendo le nostre regole, e a volte nemmeno la lingua, vanno nei cantieri dove poi succedono gli infortuni e gli incidenti”.
Immigrazione clandestina, cantieri e subappalti nel mirino
Il punto centrale dell’intervento di Davide Bergamini riguarda la necessità di rafforzare le verifiche dirette nei luoghi di lavoro. Il deputato ha spiegato: “chiediamo di incrementare i controlli fisici da parte del personale all’interno dei cantieri”.
Nel mirino finiscono anche i subappalti a cascata, indicati come uno dei passaggi più critici nella gestione della manodopera. “Sempre più spesso ci capita di vedere lavoratori oggetto di subappalti a cascata, ed è facile vedere che non vengono rispettate quelle famose regole”, ha aggiunto il parlamentare.
La richiesta avanzata dal deputato di Futuro Nazionale è che chi opera nei cantieri sia realmente in grado di comprendere le norme e le misure di prevenzione. Per Bergamini, i lavoratori devono conoscere “la lingua italiana, le regole” e capire “quali siano i dispositivi di protezione“.
L’intervento si inserisce in un confronto più ampio sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, tema tornato al centro dell’agenda politica dopo i dati sugli infortuni e le morti bianche. La posizione di Bergamini sposta però l’attenzione anche sul rapporto tra lavoro irregolare, manodopera straniera e responsabilità nei cantieri.
I dati Inail sulle morti sul lavoro in Italia
Nel dibattito sugli infortuni resta centrale anche il quadro statistico. In Italia, secondo i dati ufficiali Inail, oltre l’80% dei lavoratori deceduti sul lavoro è di nazionalità italiana, mentre la quota restante riguarda lavoratori stranieri.
Gli osservatori segnalano tuttavia che il rischio di mortalità per i lavoratori stranieri è più alto rispetto a quello dei colleghi italiani, anche perché molti vengono impiegati in comparti particolarmente esposti, come edilizia e agricoltura. Si tratta di settori nei quali pesano la frammentazione degli appalti, la presenza di manodopera precaria e la difficoltà di garantire controlli continui.
Nel suo intervento, Bergamini ha concluso chiedendo di non gravare sempre sulle imprese che rispettano le norme e di intervenire contro chi opera fuori dalle regole: “Non si possono colpire sempre i soliti che rispettano le regole – ha concluso – e far finta che non esistano contro chi viene a derubare il nostro paese”.
