Matteo Salvini esclude il pericolo russo, apre alle preferenze e accusa Futuro Nazionale di essersi chiamato fuori dal centrodestra.
Matteo Salvini riapre lo scontro nella maggioranza sulla politica estera e prende una posizione netta sulla Russia. Intervistato da Linea Notte, il programma di approfondimento di Rai 3, il vicepresidente del Consiglio e segretario della Lega ha risposto con un secco «No» alla domanda se Mosca rappresenti una minaccia per l’Europa e per l’Italia. Secondo il leader leghista, il pericolo più concreto per i cittadini italiani arriverebbe invece dall’immigrazione irregolare e dall’estremismo islamico.
«Io penso che la minaccia che i cittadini italiani affrontano sia quella dell’immigrazione clandestina, specialmente di matrice estremista islamica», ha dichiarato Salvini nell’intervista anticipata dal Tg3.
Parole destinate a riaprire il confronto nel centrodestra, dove la linea sulla guerra in Ucraina, sui rapporti con il Cremlino e sulla sicurezza europea continua a mostrare sensibilità differenti. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha mantenuto una posizione di sostegno a Kiev e di adesione agli impegni euro-atlantici, mentre il segretario della Lega insiste sulla necessità di non presentare la Russia come il principale pericolo per l’Italia.
Salvini sulla Russia: «La vera minaccia è l’immigrazione clandestina»
La risposta del vicepremier arriva mentre la politica italiana è attraversata da una nuova contrapposizione sulla difesa europea. Nel centrosinistra le parole di Giuseppe Conte contro il riarmo e contro quella che ha definito una minaccia russa costruita hanno provocato forti tensioni nel Partito Democratico. Nel centrodestra, la posizione di Salvini conferma l’esistenza di una lettura diversa rispetto a quella dei settori più atlantisti della maggioranza.
Il leader della Lega sposta il centro della discussione dalla sicurezza militare dei confini orientali europei ai rischi legati all’immigrazione clandestina. Il riferimento all’estremismo islamico collega il fenomeno migratorio al tema della sicurezza interna, da sempre uno dei punti centrali della proposta politica leghista.
La dichiarazione non equivale a una giustificazione dell’invasione dell’Ucraina, ma ridimensiona il rischio che la Russia possa rappresentare una minaccia diretta per l’Italia. È una distinzione politicamente rilevante, soprattutto nella fase in cui l’Unione europea discute l’aumento delle spese per la difesa e il rafforzamento della propria capacità militare.
La posizione di Salvini potrebbe quindi provocare nuove reazioni tra gli alleati, chiamati a trovare una sintesi su uno dei dossier più delicati per la credibilità internazionale del governo.
Legge elettorale, Salvini apre al ritorno delle preferenze
Nel corso dell’intervista, il vicepresidente del Consiglio è intervenuto anche sulla riforma della legge elettorale. Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc hanno presentato un emendamento che prevede capilista bloccati e la possibilità per gli elettori di esprimere fino a tre preferenze. La proposta non è stata sottoscritta inizialmente da Lega e Forza Italia, che hanno chiesto tempo per valutarne il contenuto.
Salvini ha comunque mostrato una disponibilità personale verso il ritorno delle preferenze, respingendo l’ipotesi che la Lega voglia ottenere compensazioni politiche in cambio del proprio sostegno.
«Non abbiamo al mercato compensazioni da chiedere, io sono sempre stato eletto sia in Europa che in comune di Milano con le preferenze e quindi per quello che mi riguarda non sarebbe un problema».
Il segretario leghista ha così ricordato la propria esperienza nelle elezioni comunali ed europee, dove gli elettori possono indicare direttamente il candidato prescelto. La sua apertura non elimina però le riserve del partito sull’intero impianto della riforma.
L’emendamento depositato dai tre partiti della maggioranza mantiene infatti la figura del capolista scelto direttamente dalle forze politiche, consentendo le preferenze soltanto per gli altri candidati presenti nella lista. La mancata firma iniziale di Lega e Forza Italia fotografa un centrodestra ancora impegnato nella ricerca di un accordo definitivo.
Salvini chiude a Vannacci: «Per il momento è fuori dal centrodestra»
L’ultimo fronte affrontato dal leader della Lega riguarda Roberto Vannacci e la possibile collocazione di Futuro Nazionale nella coalizione. Salvini non ha chiuso definitivamente la porta, ma ha accusato la nuova formazione di essersi allontanata dal centrodestra attraverso le proprie scelte parlamentari.
«Per il momento loro si stanno chiamando fuori, continuando a votare contro il governo, a votare insieme al Pd e ai 5 Stelle, ad esempio sul piano casa. Per il momento si chiamano fuori».
Secondo Salvini, dunque, l’ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione non dipenderà dai suoi desideri personali, ma dal comportamento politico del partito e dalla sua disponibilità a sostenere le scelte della maggioranza.
«I miei desideri contano zero», ha aggiunto il vicepremier, prendendo atto della distanza maturata con il suo ex vicesegretario.
Il segretario della Lega ha infine liquidato le rilevazioni che mostrerebbero un arretramento del suo partito e una crescita della formazione di Vannacci: «I sondaggi ci danno in calo da sempre e poi vinciamo le elezioni, quindi mi allungano la vita».
