Paolo Romano minaccia di lasciare L’aria che tira dopo il duro confronto con Italo Bocchino sulla spesa militare italiana.
Alta tensione nello studio de L’aria che tira, su La7, dove il consigliere regionale lombardo del Partito democratico Paolo Romano si è scontrato prima con Licia Ronzulli e successivamente con Italo Bocchino. Il confronto più acceso è scoppiato durante la discussione sugli impegni assunti dall’Italia in materia di spesa militare e sul ruolo avuto dal governo guidato da Giuseppe Conte.
Il dibattito è rapidamente degenerato in una serie di accuse reciproche. Romano ha contestato al direttore editoriale del Secolo d’Italia di aver attribuito a Conte un voto favorevole a documenti che prevedevano l’aumento delle spese per la difesa fino al 5% del prodotto interno lordo. Bocchino ha respinto immediatamente la ricostruzione, sostenendo di non aver mai pronunciato quelle parole.
Di fronte alle interruzioni e alle proteste dell’interlocutore, il rappresentante del Pd ha perso la calma, si è alzato dalla sedia e ha annunciato più volte di voler abbandonare la trasmissione. È stato necessario l’intervento del conduttore David Parenzo, che ha provato a ricostruire il contenuto dell’affermazione contestata e a riportare ordine nel confronto.
Paolo Romano contro Bocchino sulla spesa militare
Lo scontro è iniziato quando Romano ha accusato direttamente Bocchino di mentire: “Il problema culturale di Bocchino è che mente. Prima ha detto che Conte ha votato documenti per il 5% della spesa del Pil dentro la Nato, è falso!”.
Il giornalista ha negato di aver fatto quella precisa affermazione: “Non ho mai detto il 5%”. La replica, però, non ha chiuso la disputa. Romano ha insistito sulla propria ricostruzione, continuando ad attribuire all’interlocutore il riferimento alla percentuale contestata.
Con il sovrapporsi delle voci, il consigliere regionale ha improvvisamente annunciato di voler lasciare lo studio. “Me ne vado, io me ne vado, non è possibile!”, ha urlato alzandosi dalla sua postazione e uscendo per alcuni istanti dall’inquadratura.
Romano è poi tornato a sedersi, ma la discussione è proseguita con toni ancora più duri. Bocchino lo ha invitato ad abbandonare davvero il programma: “Fai una cosa utile, vattene, fai bene ad andartene, stai mentendo”.
La risposta del rappresentante democratico è stata altrettanto netta: “Lei è una persona squallida, si prenda il suo audio”. Bocchino ha continuato a negare: “Non ho mai detto il 5%”.
Parenzo corregge Romano, che si alza di nuovo
A quel punto è intervenuto David Parenzo, chiamato a chiarire quale espressione fosse stata effettivamente utilizzata durante il dibattito. Il conduttore ha dato ragione a Bocchino sul punto specifico, spiegando che il giornalista aveva parlato di un aumento della spesa militare, senza attribuirgli il riferimento diretto alla soglia del 5%.
“Ha detto che ha aumentato la spesa militare”, ha precisato Parenzo. Il chiarimento non è bastato a rasserenare Romano, che ha nuovamente annunciato la propria uscita: “Io me ne vado, non è possibile”.
Questa volta il consigliere regionale si è alzato togliendosi anche l’auricolare. Parenzo ha cercato di fermarlo e di proseguire il confronto, mentre Romano ha denunciato l’impossibilità di completare i propri interventi.
“Devo poter parlare, è un metodo fascista, ogni frase che dico vengono interrotto”, si è lamentato il rappresentante del Pd, mentre Bocchino seguiva la scena sorridendo.
Il contrasto sulla spesa militare si è così trasformato in uno scontro personale, facendo passare in secondo piano il tema politico iniziale. Al centro della discussione c’era la distinzione tra l’aumento degli investimenti italiani nella difesa durante il governo Conte e l’eventuale sostegno a una soglia del 5% del Pil, due affermazioni differenti diventate il punto decisivo della polemica.
Prima dello scontro, le accuse a Licia Ronzulli
Quello con Bocchino non è stato l’unico confronto acceso della mattinata. Poco prima, Paolo Romano aveva avuto un duro scambio anche con la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli.
Il consigliere regionale aveva attaccato il comportamento dell’esponente azzurra con parole molto pesanti: “Che schifo questo suo modo! Squallida e maleducata!”. Ronzulli aveva risposto accusandolo di non conoscere adeguatamente gli argomenti trattati: “Ignorante, deve studiare!”.
Nel giro di pochi minuti, dunque, la trasmissione è stata attraversata da due scontri distinti che hanno coinvolto lo stesso esponente del Partito democratico. Prima il confronto con Ronzulli, poi la lunga disputa con Bocchino, culminata nei ripetuti tentativi di Romano di lasciare la propria postazione.
