Bonelli duro con alcuni del Pd: “Sono i migliori alleati di Meloni”

Angelo Bonelli difende Conte sulla Russia, boccia il riarmo e accusa Picierno e Gori di voler distruggere il campo largo.

Angelo Bonelli difende le dichiarazioni di Giuseppe Conte sulla presunta minaccia russa e apre un durissimo scontro con l’area riformista del Partito democratico. Il portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra sostiene che le parole del leader del Movimento 5 Stelle non rappresentino uno scandalo e accusa esponenti come Pina Picierno e Giorgio Gori di lavorare contro il campo largo e, indirettamente, a favore della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La polemica nasce dalla posizione espressa da Conte, secondo il quale “stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti per andare a contrastare e a far guerra”.

Una valutazione condivisa nella sostanza da Bonelli, che respinge le critiche rivolte all’ex presidente del Consiglio e ribadisce la contrarietà di Avs all’aumento delle spese militari dei singoli Stati europei.

“La frase di Giuseppe Conte non è uno scandalo. Non lo è per noi, di Alleanza Verdi e Sinistra, e non lo è per il Partito democratico, che ha sempre detto di no al riarmo. Le polemiche? Totalmente campate in aria”, ha dichiarato.

Bonelli difende Conte sulla Russia e boccia il riarmo

La posizione di Bonelli non riguarda soltanto le dichiarazioni di Conte, ma investe l’intera linea politica che il centrosinistra dovrebbe assumere su difesa europea, guerra in Ucraina e rapporti con la Russia.

“La sostanza è che non dobbiamo riarmarci fino ai denti perché adesso c’è la Russia”, ha spiegato il portavoce dei Verdi. Secondo il parlamentare, Pd, Movimento 5 Stelle e Avs avrebbero già raggiunto una sostanziale convergenza sulla politica estera, nonostante le differenze presenti all’interno del principale partito dell’opposizione.

“Io non capisco, mi creda, perché nessuno mai faccia notare che il Pd, il M5s e Avs hanno una politica estera comune. Abbiamo una politica estera che dice sì alla difesa comune dell’Europa e che sostiene un meccanismo che tolga l’unanimità”, ha affermato.

La distinzione indicata da Bonelli è tra la costruzione di una vera difesa comune europea e il riarmo deciso autonomamente dai singoli governi. La prima strada consentirebbe, a suo giudizio, di coordinare le risorse e ridurre gli sprechi. La seconda provocherebbe invece una corsa incontrollata alle spese militari.

“Dopodiché, certo, siamo tutti contrarissimi al riarmo degli stati membri che sta portando la Germania alla follia di spendere 500 miliardi di euro. Una politica comune, di contro, consentirebbe la razionalizzazione della spesa”, ha aggiunto.

L’attacco a Picierno e Gori: “Pseudosinistra”

Lo scontro più duro riguarda però i riformisti del Pd, che non condividono completamente la linea di Elly Schlein e chiedono maggiore chiarezza sul sostegno all’Ucraina, sulla difesa europea e sugli investimenti militari.

A chi gli ha fatto notare che non tutto il partito è contrario al riarmo, Bonelli ha risposto senza mediazioni: “Se si riferisce ai riformisti del Pd, penso che siano i migliori alleati di Giorgia Meloni”.

Secondo il leader ecologista, sarebbe in corso un tentativo di indebolire l’intesa tra Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. “La nostra alleanza a qualcuno non piace” e “questo qualcuno ha solo un obiettivo: rompere il campo largo”, ha sostenuto.

“Non sono nato ieri. Ma voglio tranquillizzare questi soggetti. E dire loro che non ci romperemo”, ha aggiunto, indicando tra gli avversari del progetto sia i riformisti sia “un pezzo della sinistra-sinistra”.

Il riferimento, ha chiarito, non era alla sua formazione politica, ma a Potere al Popolo: “Io mi riferisco alla sinistra-sinistra di Potere al popolo. Quella che, dicevo, si sente più pura, estrema, che altro non fa che il gioco di Giorgia Meloni. Ma poi, appunto, c’è la pseudosinistra di Gori, dei riformisti, di Pina Picierno”.

Per Bonelli esisterebbe quindi una doppia pressione sul campo largo. Da una parte quella delle formazioni più radicali, accusate di considerarsi politicamente più pure; dall’altra quella dei centristi democratici, che vorrebbero ridimensionare il peso di Conte e di Avs.

“La finta sinistra dei centristi, dei riformisti, di loro che se avessero il 40 per cento dei consensi capirei…”, ha affermato. “Invece hanno i voti che hanno. E ignorano che la democrazia è fatta anche di numeri”.

Schlein difesa da Bonelli, nuova frattura nel centrosinistra

Il portavoce dei Verdi ha invece difeso apertamente il lavoro della segretaria del Pd, alla quale viene contestato di non aver assunto una posizione sufficientemente netta sul riarmo.

“Elly Schlein sta facendo un lavoro straordinario per favorire la costruzione del programma”, ha dichiarato Bonelli, escludendo che debba essere lei a espellere o emarginare l’area riformista.

Secondo il parlamentare, sono gli stessi riformisti a dover decidere se riconoscersi nel progetto politico del campo largo. “Sono loro che devono prendere una scelta. Ma la verità è che vorrebbero sostituirsi a noi”, ha sostenuto.

La loro strategia sarebbe quella di costruire “un grande Pd” senza il Movimento 5 Stelle e senza Avs. “Loro vorrebbero un grande Pd, che tenga fuori il Movimento e Avs. Sarebbe interessante vederli, anche dal punto di vista numerico. Se fossi stro**o, le ripeto, penserei a una regia di Meloni”.

L’attacco si è concentrato infine su Pina Picierno, accusata di riservare le critiche più dure alla segreteria democratica e agli alleati, anziché al governo.

“Poi noto che la stessa veemenza che impiegano per criticare Elly, non la usano per sottolineare gli errori di Giorgia”, ha affermato Bonelli. “Picierno, nelle sue interviste, punta solo al campo largo. Quando mai critica il governo? Nelle sue interviste leggo solo il desiderio di farci fuori”.

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