Salento, Ponte del Ciolo, turista israeliano di 18 anni si tuffa da 20 metri: è gravissimo

Il giovane israeliano si è lanciato dagli scogli sotto il ponte del Ciolo, ignorando i divieti, ed è stato ricoverato in codice rosso.

Un turista israeliano di 18 anni è rimasto gravemente ferito dopo essersi tuffato dagli scogli che costeggiano il ponte del Ciolo, a Gagliano del Capo, nel Salento. Il giovane si sarebbe lanciato da un’altezza di circa 20 metri, nonostante i divieti presenti nella zona, perdendo i sensi subito dopo il violento impatto con l’acqua.

Il ponte del Ciolo è il viadotto che attraversa la profonda insenatura naturale situata lungo la costa di Gagliano del Capo, nel territorio della provincia di Lecce. Sotto la struttura si apre una stretta cala incastonata tra alte pareti rocciose, frequentata durante l’estate da residenti e turisti. Proprio gli scogli che circondano la baia vengono talvolta utilizzati per tuffi particolarmente rischiosi.

Il diciottenne si trovava nella zona insieme a due amici. Dopo il salto è rimasto privo di sensi in mare. Alcuni bagnanti, accortisi immediatamente della gravità della situazione, lo hanno raggiunto e soccorso, evitando che rimanesse in acqua senza assistenza.

Il giovane è stato poi affidato al personale sanitario del 118, che lo ha stabilizzato e trasferito in ambulanza, con il codice di massima urgenza, all’ospedale Dea Vito Fazzi di Lecce. Ha riportato ferite alla testa e traumi in diverse parti del corpo.

Ponte del Ciolo, il tuffo dagli scogli davanti agli amici

Secondo la prima ricostruzione, il turista avrebbe raggiunto uno degli scogli che si trovano nei pressi del ponte del Ciolo e si sarebbe lanciato da un’altezza stimata in circa venti metri. Un salto molto pericoloso anche quando il punto sottostante appare libero da ostacoli.

La forza dell’impatto con l’acqua ha fatto perdere conoscenza al ragazzo. Il diciottenne non è riuscito a tornare autonomamente verso la riva e ha avuto bisogno dell’intervento delle persone presenti nella cala.

I bagnanti hanno raggiunto il giovane e lo hanno portato in una posizione nella quale potesse essere assistito fino all’arrivo dei soccorsi. Il loro intervento è stato determinante, considerato che il turista era privo di sensi e rischiava di rimanere immerso.

Poco dopo sono arrivati gli operatori sanitari, che hanno valutato le condizioni del diciottenne e riscontrato ferite alla testa e in altre zone del corpo. La gravità dei traumi ha reso necessario il trasporto immediato in ospedale in codice rosso.

I divieti ignorati nella zona della cala

Il giovane si sarebbe tuffato ignorando i divieti presenti nell’area. Le prescrizioni sono state collocate per limitare comportamenti pericolosi in un tratto di costa caratterizzato da pareti elevate, rocce e punti difficili da raggiungere per i soccorritori.

Il Ciolo è una delle insenature più conosciute del basso Salento. Il ponte stradale attraversa la gola dall’alto e collega i due versanti della costa, mentre nella parte sottostante si trova una piccola baia raggiungibile anche attraverso percorsi pedonali.

L’aspetto spettacolare del luogo può però spingere alcune persone ad affrontare salti da altezze molto elevate. Un tuffo da venti metri espone il corpo a un impatto estremamente violento: anche senza colpire le rocce, l’ingresso scorretto in acqua può provocare traumi alla testa, alla colonna vertebrale e agli organi interni.

Nel caso del turista israeliano, gli accertamenti dovranno stabilire il punto preciso dal quale è partito il salto e ricostruire i momenti precedenti all’incidente. Le testimonianze degli amici e dei bagnanti potranno aiutare a chiarire la dinamica.

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