La morte della 22enne alla scuola della Guardia di Finanza riapre il caso sulle condizioni degli allievi e sulle denunce rimaste senza risposta.
Una giovane allieva della Guardia di Finanza, da poco diventata finanziera dopo la consegna delle fiamme, è morta a soli 22 anni dopo essere precipitata dal terzo piano della scuola di Coppito, a L’Aquila. La ragazza è stata soccorsa e sottoposta anche a un intervento chirurgico d’urgenza, ma i medici non sono riusciti a salvarla.
La dinamica dell’accaduto non è ancora stata chiarita. Gli accertamenti dovranno stabilire cosa sia successo nei momenti precedenti alla caduta e se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario. Nessuna ipotesi viene esclusa.
La morte della giovane ha profondamente colpito l’istituto e ha riportato l’attenzione sulle condizioni di vita e di addestramento degli allievi. La senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi ha annunciato una nuova interrogazione parlamentare, collegando la tragedia a una serie di segnalazioni già ricevute in passato sulla scuola.
Secondo la parlamentare, le denunce avrebbero riguardato presunte vessazioni fisiche e psicologiche, privazioni del sonno, punizioni e condizioni considerate incompatibili con la dignità e il benessere degli allievi. Si tratta di accuse che dovranno essere verificate e sulle quali la Cucchi sostiene di non avere mai ricevuto risposte dal Governo.
Morte dell’allieva finanziera, Cucchi annuncia un’interrogazione
La senatrice ha spiegato di essersi già occupata della scuola di Coppito dopo alcune segnalazioni ricevute dal Sindacato Finanzieri Democratici. La prima interrogazione parlamentare, ricorda, risale al primo aprile 2025.
«Denunciamo che da quella scuola sono arrivate numerose segnalazioni per fatti molto gravi. Il primo aprile del 2025 ho presentato la prima interrogazione, dopo aver ricevuto le prime segnalazioni dal Sindacato Finanzieri Democratici. Mi segnalavano vessazioni fisiche e psicologiche, privazione del sonno, docce fredde, un solo bicchiere d’acqua al giorno e l’impossibilità di curare l’igiene personale in modi e tempi umanamente civili».
La Cucchi ha poi richiamato altri episodi riferiti nelle segnalazioni. «Nelle settimane precedenti era avvenuto anche un tentativo di suicidio, e prima ancora una denuncia per violenza sessuale su un’allieva. Un’altra allieva denunciava “regole da campo di concentramento”, il divieto di guardarsi negli occhi tra compagni, il dover marciare con il ciclo senza la possibilità di andare in bagno, finché il sangue non le scorreva sugli scarponi».
La senatrice ha sottolineato di avere chiesto ai ministri competenti se fossero a conoscenza di queste condizioni e quali controlli intendessero avviare. «Silenzio», ha scritto, sostenendo che nessuna risposta sarebbe arrivata.
Le affermazioni riguardano episodi denunciati e non ancora accertati in via definitiva. Proprio per questo, la parlamentare chiede verifiche rapide e una ricostruzione completa di quanto accaduto nella scuola.
Le precedenti segnalazioni sulle punizioni agli allievi
Nel suo intervento, Ilaria Cucchi ha ricordato anche una seconda iniziativa parlamentare presentata il 9 giugno. In quell’occasione aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda di un allievo maresciallo sottoposto, secondo quanto segnalato, a numerosi giorni di punizione.
«Il 9 giugno, sono tornata a chiedere conto, dopo la segnalazione della punizione di un allievo maresciallo: 250 giorni in un solo anno, durante i quali gli era impedito svolgere attività fisica o attività che tutelassero il suo benessere psicofisico».
La senatrice aveva domandato anche i dati sulle sanzioni e sugli abbandoni registrati nella scuola negli ultimi dieci anni, oltre a una possibile revisione del modello formativo. Anche in questo caso, sostiene, non sarebbe arrivata alcuna risposta.
La morte della ventiduenne ha dato nuovo peso a quelle richieste. «Oggi una famiglia piange una figlia di 22 anni che non c’è più, e che forse si sarebbe potuta salvare se le segnalazioni fatte avessero avuto seguito e non ci fosse stata totale indifferenza. Pretendiamo di sapere cosa succede dentro quella scuola e lo pretendiamo in tempi rapidi».
Il collegamento tra le precedenti segnalazioni e la morte dell’allieva non è stato accertato. Saranno le indagini a stabilire le cause della caduta e l’eventuale presenza di responsabilità o circostanze rilevanti.
Il sindacato chiede ispezioni sui metodi di addestramento
Dopo la tragedia è intervenuto anche Luca Marco Comellini, segretario generale e legale rappresentante del Sindacato dei Militari. Il sindacalista ha inviato una comunicazione alla Procura dell’Aquila e al Comando generale della Guardia di Finanza, chiedendo «accertamenti ispettivi immediati sui metodi di istruzione addestramento degli allievi».
La richiesta riguarda innanzitutto le condizioni di sicurezza dell’edificio, con particolare attenzione agli infissi, ai parapetti e alle aperture verso l’esterno. Il sindacato chiede che venga verificato se le strutture fossero adeguate e se fossero presenti tutte le protezioni necessarie.
Un secondo punto riguarda il carico psicofisico imposto agli allievi durante il periodo di formazione. Comellini sollecita controlli sulla compatibilità dei metodi di addestramento con le norme sulla tutela della salute e sul benessere delle persone sottoposte a percorsi intensivi.
