La Zanzara, Cruciani senza mezzi termini: “Cosa devono fare i poliziotti se non usare forza?”

Giuseppe Cruciani interviene sul caso Fakir, difende le forze dell’ordine e contesta duramente le parole pronunciate da Luca Telese.

Il caso Fakir torna al centro della discussione durante La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Il giornalista ha preso una posizione netta sulla morte dell’uomo di origine marocchina avvenuta a Bologna, collegando il tema dell’intervento delle forze dell’ordine alle violenze registrate durante le successive manifestazioni in città.

Nel suo intervento, Cruciani ha contestato la ricostruzione proposta da una parte del mondo politico e dell’informazione, sostenendo che il comportamento degli agenti debba essere valutato tenendo conto delle condizioni nelle quali sono chiamati a operare. Il conduttore ha quindi rivolto un duro attacco a Luca Telese, dopo una riflessione pronunciata dal giornalista durante la trasmissione televisiva In Onda.

Caso Fakir, la posizione di Giuseppe Cruciani

Il punto centrale dell’intervento di Giuseppe Cruciani riguarda la distinzione tra l’azione delle forze dell’ordine e le violenze compiute nelle strade dopo la morte di Fakir. Il conduttore ha respinto l’idea che il principale pericolo per la sicurezza sia rappresentato da chi reagisce durante episodi criminali, richiamando anche la vicenda giudiziaria di Mario Roggero.

«I veri delinquenti e criminali sono quelli che devastano le città, non Mario Roggero», ha dichiarato Cruciani rivolgendosi agli ascoltatori di Radio 24.

Il riferimento è al dibattito sul cosiddetto “far west”, espressione utilizzata per descrivere il rischio di una giustizia affidata alle iniziative dei singoli. Per il conduttore, tuttavia, la violenza concreta dovrebbe essere individuata innanzitutto negli episodi di aggressione e nelle devastazioni urbane.

«Si è discusso del pericolo far west ma la vera violenza l’abbiamo vista a Bologna! Il far west è l’anziana aggredita in metropolitana a Milano! Questo è il far west!», ha proseguito.

La posizione espressa durante La Zanzara è dunque apertamente favorevole agli agenti intervenuti e contraria alla rappresentazione delle forze dell’ordine come responsabili già prima che siano chiariti tutti gli aspetti del caso.

L’attacco a Luca Telese dopo le parole a In Onda

La parte più dura dell’intervento è stata riservata a Luca Telese. Il conduttore di In Onda aveva descritto una partecipazione ideale alla sofferenza di Fakir, utilizzando un’immagine con la quale aveva collocato simbolicamente tutti “con la faccia per terra” insieme all’uomo morto a Bologna.

Una riflessione che Cruciani ha dichiarato di non condividere.

«Luca Telese dice che siamo tutti idealmente con la faccia per terra insieme a Fakir», ha ricordato il conduttore, prima di prendere nettamente le distanze da quella rappresentazione.

«Per carità, grande comprensione ma perché siamo tutti Fakir? Io non mi sento Fakir. I poliziotti che intervengono cosa devono fare se non usare un minimo di forza!».

Con queste parole, Cruciani ha spostato il confronto sul tema operativo: cosa possono concretamente fare gli agenti quando devono contenere una persona o gestire una situazione considerata pericolosa. Secondo il giornalista, pretendere che la polizia intervenga senza ricorrere ad alcuna forma di forza rischia di ignorare la realtà degli interventi sul campo.

Bologna e Mario Roggero al centro dello scontro

Nel ragionamento di Cruciani, il caso Fakir, gli scontri avvenuti a Bologna e la vicenda di Mario Roggero diventano parti dello stesso confronto politico e culturale sulla sicurezza.

Il conduttore considera sbagliato concentrare l’attenzione su Roggero, trasformandolo nel simbolo di una presunta deriva violenta, senza attribuire lo stesso peso alle devastazioni e alle aggressioni compiute nelle città. La sua tesi è che il concetto di “far west” venga utilizzato in modo selettivo, soprattutto quando il confronto riguarda la legittima difesa o l’operato degli agenti.

Le manifestazioni organizzate dopo la morte di Fakir hanno ulteriormente inasprito la contrapposizione. Al centro delle polemiche è finita anche l’iniziativa del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, esponente del Partito democratico, che aveva chiamato i cittadini a scendere in piazza.

Durante La Zanzara, Cruciani ha scelto quindi una linea priva di mediazioni: comprensione per la morte di Fakir, ma nessuna adesione all’affermazione secondo cui tutti dovrebbero identificarsi con lui. Allo stesso tempo, pieno sostegno alle forze dell’ordine e condanna delle violenze avvenute dopo il caso.

Lascia un commento