Futuro Nazionale sale al 7,1% e sorpassa la Lega, ma l’ingresso di Vannacci nella coalizione potrebbe far perdere oltre due punti.
Roberto Vannacci continua a crescere nelle intenzioni di voto e modifica gli equilibri del centrodestra. Il nuovo sondaggio Ipsos Doxa, realizzato da Nando Pagnoncelli, assegna a Futuro Nazionale il 7,1%, due punti in più rispetto alla Lega, scesa al 5,1%. L’eventuale ingresso dell’ex generale nella coalizione guidata da Giorgia Meloni consentirebbe allo schieramento di superare il fronte progressista, ma provocherebbe anche la perdita di una parte degli elettori moderati e degli stessi sostenitori vannacciani.
Le intenzioni di voto dei singoli partiti non registrano cambiamenti radicali rispetto al mese precedente. Il dato politicamente più rilevante riguarda però il confronto tra le coalizioni e il diverso risultato ottenuto sommando semplicemente le percentuali oppure presentando agli intervistati una precisa alleanza elettorale.
Nel primo caso, il centrodestra comprendente anche Futuro Nazionale raggiungerebbe il 47,9%. Quando agli elettori viene prospettata concretamente una coalizione tra i partiti dell’attuale maggioranza e la formazione di Vannacci, il consenso complessivo scende invece al 45,4%.
Sondaggio Ipsos, Futuro Nazionale sale al 7,1%
Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito con il 26,5%, ma perde mezzo punto rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta della seconda contrazione consecutiva dopo il calo dello 0,6% registrato un mese prima.
Alle spalle del partito della presidente del Consiglio si conferma il Partito democratico, stabile al 20,1%. Il dato dei democratici non cambia da due mesi ed è inferiore al 22,3% raggiunto alla fine di aprile.
Il Movimento 5 Stelle sale leggermente dal 14,3% al 14,5%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra passa dal 6,2% al 6,3%. Gli spostamenti nel fronte progressista sono quindi limitati e non alterano sostanzialmente i rapporti di forza tra le principali formazioni.
La novità più evidente arriva da Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci guadagna 1,1 punti in un mese e raggiunge il 7,1%. Non soltanto consolida il sorpasso sulla Lega, ma porta il distacco dal partito guidato da Matteo Salvini a due punti percentuali.
Il Carroccio perde infatti un ulteriore 0,5% e si ferma al 5,1%. Forza Italia resta invece stabile all’8,3% e continua a essere la seconda forza dell’attuale maggioranza. Noi Moderati, guidato da Maurizio Lupi, sale dallo 0,8% allo 0,9%.
Tra le altre formazioni, Azione raggiunge il 3,1% e Italia Viva sale al 2,3%. Più Europa perde invece mezzo punto e scende all’1,4%.
Con Vannacci il centrodestra vince, ma perde il 2,5%
La somma delle intenzioni di voto attribuite ai singoli partiti offre un primo scenario. Considerando Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e Futuro Nazionale, l’area di centrodestra arriverebbe complessivamente al 47,9%.
Senza il partito di Vannacci, la coalizione si fermerebbe invece al 40,8%. Il contributo dell’ex generale apparirebbe quindi decisivo per superare il fronte progressista formato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Più Europa.
Questi cinque partiti, senza Azione, raggiungerebbero insieme il 44,6%. Il fronte progressista sarebbe pertanto davanti al centrodestra tradizionale di 3,8 punti, ma verrebbe superato nel caso in cui Futuro Nazionale aderisse allo schieramento guidato da Meloni.
Il risultato cambia quando il sondaggio non si limita a sommare le percentuali dei partiti, ma chiede direttamente agli elettori quale coalizione voterebbero. In questo secondo scenario, il centrodestra allargato a Futuro Nazionale scenderebbe dal 47,9% al 45,4%, perdendo 2,5 punti.
La coalizione conserverebbe un leggero vantaggio, ma non riuscirebbe a trattenere tutti i consensi assegnati alle singole liste. Una parte degli elettori di Forza Italia potrebbe non condividere un accordo con Vannacci, percepito come troppo distante dalle posizioni moderate del partito. Allo stesso tempo, alcuni sostenitori di Futuro Nazionale potrebbero non approvare l’ingresso nella maggioranza attuale.
Il fronte progressista sale con la spinta anti Vannacci
La presenza di Vannacci nel centrodestra produrrebbe un effetto anche sullo schieramento opposto. Nello scenario di coalizione, il fronte progressista salirebbe dal 44,6% ottenuto sommando i singoli partiti al 45%.
La differenza tra i due blocchi si ridurrebbe così ad appena quattro decimi: 45,4% per il centrodestra allargato e 45% per la coalizione progressista. Il sondaggio segnala quindi una competizione quasi alla pari, nella quale l’ingresso di Futuro Nazionale mobiliterebbe anche una parte dell’elettorato contrario all’ex generale.
Il risultato evidenzia il principale problema strategico per Meloni. Senza Vannacci, il centrodestra risulterebbe nettamente dietro. Con Vannacci, riuscirebbe a diventare la prima coalizione, ma perderebbe una quota significativa dei consensi teoricamente disponibili.
Il 7,1% attribuito a Futuro Nazionale rende comunque sempre più difficile ignorare la formazione dell’ex generale. La crescita avviene mentre la Lega continua a perdere terreno e Fratelli d’Italia registra una nuova, seppure contenuta, contrazione.
