Omicidio stradale governo battuto in aula, ddl torna per la quarta volta al Senato

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Alessia Morani, una dei massimi esponenti del partito Democratico ha di seguito così commentato lo stop del ddl sul reato di omicidio stradale alla Camera: “Ora andiamo dritti al Senato quello di oggi è solo uno stop temporaneo su una legge giusta. La porteremo a casa comunque: la legge sarà approvata così come esce dalla Camera. Nessuna lettura politica del voto di oggi, chi lo fa e’ in malafede. Rivolgo un pensiero alle associazioni dei famigliari delle vittime della strada che oggi erano presenti in aula per il voto finale su una legge che avrebbe reso loro giustizia. E a loro dico di stare tranquilli perché non indietreggeremo sui nostri impegni”.

Polemiche da parte dell’opposizione che hanno dichiarato che la maggioranza del governo Renzi traballa vistosamente.

Su un emendamento al ddl sull’introduzione del reato di omicidio stradale il governo Renzi non ha avuto la maggioranza ed è stato battuto alla Camera. A presentare l’emendamento è stato l’onorevole Francesco Paolo Sisto, noto avvocato penalista di Bari e componente del gruppo parlamentare di Forza Italia.

L’emendamento presentato, modificava il ddl del governo sull’obbligo di arresto anche per il conducente che si ferma a prestare soccorso alla vittima di un incidente stradale. Secondo il relatore Sisto inserendo l’obbligatorietà dell’arresto anche per il conducente che presta soccorso si avrebbe avuto l’effetto contrario di quello desiderato. La maggioranza dei conducenti invece di prestare il primo e forse il più utile soccorso per la vita dell’investito, se fosse stato approvato il ddl così come era stato presentato dal governo, avrebbe tentato la fuga per cercare di non farsi riconoscere ed evitare l’arresto.

L’emendamento è stato votato a scrutinio segreto ed ha ottenuto 247 voti favorevoli e 219 sfavorevoli. Il ddl alla fine è stato approvato con l’inclusione dell’emendamento Sisto ed ora, per diventare definitivo, dovrà essere esaminato dal Senato che dovrà dare il si definitivo.

Matteo Renzi è sembrato per nulla preoccupato per l’esito dell’emendamento che ha visto il governo sconfitto ed ha dichiarato che: “Ci sta di andar sotto su un emendamento, può succedere”. Al premier non è andato giù il comportamento dell’opposizione perchè hanno “sbeffeggiato il governo quando in tribuna c’erano i parenti delle vittime”.

Il premier ha anche detto che è sicuro che al Senato il decreto legge sul reato di omicidio stradale al Senato sarà approvata definitivamente. L’emendamento Sisto, poi approvato, prevedeva la seguente modifica al ddl approvato: “Il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di lesioni personali colpose non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato”.

Il ddl sull’Omicidio stradale è alla sua quarta votazione perché in precedenza c’erano stati intoppi sia alla Camera che al Senato. Riccardo Nencini, vice ministro dei Trasporti del governo Renzi, ha affermato che: “La legge sull’omicidio stradale rimane completamente valida e assolutamente condivisibile. E’ una norma necessaria. Necessaria per aumentare il livello di sicurezza sulla strada e per punire più severamente e con maggiore giustizia chi, ubriaco o drogato, uccide alla guida di un’auto. Quello di oggi va annoverato tra gli incidenti di percorso e nulla di più. Consiglio di non strumentalizzare politicamente un caso parziale di fronte alla ‘giustizia giusta’ e al dolore delle famiglie”.

In Italia ogni anno sono più di 3 mila i decessi di persone investite, si calcola che, in un solo giorno 10 italiani muoiono a causa di gravi lesioni riportate in seguito ad un incidente.

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