Approvata la settima rata del Pnrr: 18,3 miliardi all’Italia. Raggiunti tutti gli obiettivi previsti, Roma si conferma prima in Europa per attuazione.
Via libera da Bruxelles alla settima rata del Pnrr, pari a 18,3 miliardi di euro. La Commissione Europea ha dato l’ok al completamento dei 64 obiettivi previsti nella richiesta di pagamento, confermando il percorso positivo seguito dal governo Meloni nella gestione del piano. Lo ha sottolineato la stessa presidente del Consiglio, parlando con soddisfazione di una “tappa fondamentale” che consente all’Italia di ricevere oltre 140 miliardi, ovvero il 72% dell’intera dotazione finanziaria, in perfetta linea con la tabella di marcia.
Meloni ha rivendicato non solo la quantità di fondi ottenuti, ma anche la qualità del lavoro svolto: “Siamo un esempio virtuoso per tutta l’Unione. Abbiamo raggiunto il 100% degli obiettivi previsti fino a questa rata, 334 in totale tra milestone e target”, ha dichiarato la premier.
Tra gli interventi previsti grazie alla settima rata rientrano progetti strategici nel settore energetico, come il Tyrrhenian Link (collegamento elettrico tra Sardegna, Sicilia e la penisola) e il collegamento SA.CO.I.3 tra Sardegna, Corsica e terraferma. Obiettivi: rafforzare l’autonomia energetica del Paese e garantire condizioni più vantaggiose per famiglie e imprese.
Accanto all’energia, altri fondi saranno destinati a flotte di autobus e treni a emissioni zero, riqualificazione di stazioni ferroviarie, rafforzamento dei nodi metropolitani, cybersicurezza e 480 nuove Centrali Operative Territoriali per la sanità.
Non meno rilevante l’impatto sul diritto allo studio: il Pnrr permetterà di erogare 55mila borse di studio agli studenti universitari meno abbienti, riducendo le disuguaglianze nell’accesso alla formazione.
Esultano i vertici della maggioranza. Nicola Procaccini e Carlo Fidanza, eurodeputati di FdI, definiscono l’Italia “modello di efficienza e responsabilità”. La vicepresidente del gruppo alla Camera, Augusta Montaruli, ironizza sui “gufi smentiti dai fatti”, mentre il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro parla di “onore alla Nazione”.
Per Maurizio Gasparri (FI), “abbiamo corretto gli errori del passato e agito con determinazione”. Secondo Mariastella Gelmini (NM), “questo via libera certifica il buon lavoro del governo: 18,3 miliardi che modernizzeranno il Paese”.
Degna di nota è anche la quota destinata al Sud Italia: finora sono stati stanziati 56 miliardi, che saliranno presto a 72 miliardi, circa il 40% della spesa totale del Pnrr. Si tratta di fondi utilizzati per migliorare infrastrutture, riqualificare i servizi e sostenere i comuni, in sinergia con altri strumenti come la Zes e i fondi di coesione.
L’attuazione del Piano, affidata al lavoro della cabina di regia guidata prima da Raffaele Fitto e poi da Tommaso Foti, sta dunque cambiando il volto di molte regioni meridionali.
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