L’iniziativa, in programma nel quartiere San Rocco, prevede la presentazione di un saggio e un aperitivo. Obiettivo: discutere modelli alternativi di sicurezza.
A Monza, il centro sociale Boccaccio, noto anche per essere stato fondato da una giovane Ilaria Salis, ha promosso un evento intitolato “Corso di base per l’abolizione della polizia”, in programma ai giardini pubblici del quartiere San Rocco. In caso di maltempo, l’incontro si terrà all’interno del Circolo di via Libertà, dove si svolgono regolarmente anche eventi promossi da CGIL e Partito Democratico.
Durante la serata è prevista la presentazione del saggio “Police abolition”, a cura di Italo Di Sabato, attivista e coordinatore dell’associazione Osservatorio Repressione, che si occupa di studi sui temi legati alle dinamiche repressive e alla sicurezza urbana.
L’obiettivo del corso è approfondire, secondo gli organizzatori, la funzione della polizia “come fenomeno sociale, passibile di trasformazione e superamento”. La tesi centrale, illustrata nell’opuscolo distribuito durante l’evento, è che l’abolizione delle forze dell’ordine potrebbe rappresentare, nell’ottica degli autori, un passaggio verso “un mondo nuovo” basato su modelli collettivi di gestione della sicurezza.
Il testo propone di “ricollocare risorse e responsabilità verso servizi alternativi”, come assistenza sanitaria, servizi per l’infanzia, supporto psicologico e mediazione sociale. I promotori immaginano un sistema fondato su figure come “operatori sociali, psicologi, leader religiosi, vicini di casa, amici e familiari”, considerati – secondo il documento – “più idonei a gestire momenti di crisi rispetto a sconosciuti armati di pistola”.
La proposta ha acceso un ampio dibattito, anche alla luce del contesto in cui nasce. Il centro sociale Boccaccio è da tempo punto di riferimento per gruppi legati all’area antagonista e ha già promosso, in passato, iniziative su giustizia sociale e repressione.
Il tema della sicurezza e del ruolo delle forze dell’ordine resta tra i più divisivi nell’attuale contesto politico e culturale. L’iniziativa del centro sociale arriva in un momento in cui il rapporto tra cittadini, istituzioni e agenti è al centro di riflessioni contrapposte.
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