Chi protesta saltando gli esami deve essere respinto: è questa la posizione netta espressa dal generale e deputato della Lega Roberto Vannacci.
Roberto Vannacci interviene con decisione nel dibattito sulle recenti proteste studentesche che hanno coinvolto diverse scuole italiane. Il parlamentare, noto per le sue posizioni senza mezzi termini, si è espresso chiaramente: chi non si presenta agli esami non può ottenere la promozione.
«Chi si rifiuta di sostenere gli esami, di qualsiasi tipo essi siano, deve essere bocciato!» ha scritto Vannacci, ribadendo la necessità di ristabilire un principio di rigore all’interno del sistema scolastico italiano.
Secondo Vannacci, pur esistendo il diritto alla protesta, questo non può diventare un alibi per aggirare le responsabilità individuali. «Esiste la libertà di protestare ma chi lo fa contravvenendo regole e norme si deve anche assumere la responsabilità delle proprie azioni», ha affermato il deputato.
Il riferimento, seppur implicito, è alle occupazioni scolastiche e agli scioperi studenteschi che in alcune occasioni hanno portato alla mancata partecipazione agli esami finali o alle prove di valutazione. Per Vannacci, questi comportamenti devono avere delle conseguenze chiare e immediate.
Il generale sostiene una visione della scuola come palestra di disciplina e preparazione alla realtà della vita. «La scuola torni ad essere dura e selettiva e ad insegnare ai giovani la vita, quella vera, non quella percepita», ha dichiarato.
E ha concluso con un messaggio diretto ai ragazzi: «La vita è dura e selettiva, ragazzi, se non volere fallire e vivere da frustrati, preparatevi!».
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