This handout picture released by the Chigi Palace Press Office on 05 January 2025 shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni meeting with US President-elect Donald Trump at his residence at Mar-a-Lago in Palm Beach, Florida, on 04 January 2025. ANSA/ CHIGI PALACE PRESS OFFICE/ FILIPPO ATTILI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++ NPK +++
I dazi USA preoccupano imprese e lavoratori, ma la premier tace. Dura offensiva di Conte e Schlein: “Svenduta l’Italia per compiacere Trump”
I dazi annunciati dagli Stati Uniti contro l’Europa, e in particolare contro l’Italia, infiammano il dibattito politico. La prospettiva di un’imposizione del 30% sulle esportazioni verso gli USA, a partire dal 1° agosto, rischia di colpire duramente il sistema produttivo italiano, generando una perdita potenziale fino a 35 miliardi di euro e 200mila posti di lavoro.
La questione si articola su tre livelli: quello dei rapporti transatlantici tra USA e Unione Europea, quello degli equilibri interni tra gli Stati membri e infine quello politico interno, dove il tema si incrocia con la vicinanza tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex presidente Donald Trump.
Proprio questa vicinanza ora sembra mettere in difficoltà la premier, che si trova stretta tra la necessità di difendere l’export nazionale e la volontà di non compromettere i legami strategici con Washington.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non ha esitato a colpire frontalmente la presidente del Consiglio. Sui social ha ironizzato: “Chiamate Chi l’ha visto? per trovare Meloni”, accusandola di essere sparita proprio nel momento più delicato.
“Dopo aver sbandierato il suo ruolo nelle trattative con Trump per ‘zero dazi’, ora che arrivano le lettere con i dazi al 30% tace. Aspetta che passi la nottata”, ha affermato Conte, parlando di “classica vecchia politica” e di una premier “che non ci mette la faccia”.
L’ex premier ha parlato di un “irresponsabile cedimento” alle richieste dell’ex presidente americano, citando i favori concessi in materia di gas, spesa militare e fiscalità digitale: “Solo degli incapaci potevano accettare tutto senza ottenere nulla in cambio, mentre la partita dei dazi restava aperta”.
Anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha puntato il dito contro Meloni, accusandola di “non parlare nemmeno di fronte alla prepotenza del suo amico Trump”.
“Nemmeno dopo gli allarmi delle imprese e delle associazioni di categoria che denunciano il rischio chiusura per tante aziende”, ha tuonato Schlein, lamentando l’assenza di una strategia del governo per contrastare la nuova ondata protezionistica americana.
“Salvini se la prende con l’UE pur di non ammettere che Trump può infliggere un colpo letale alla nostra economia. Intanto Meloni gira il mondo fingendo che in Italia vada tutto bene”, ha concluso la leader dem, chiedendo che la premier “scenda per un attimo dal volo diplomatico e riferisca in Parlamento su cosa intenda fare”.
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