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Attacco frontale di Giuseppe Conte: “Piantedosi respinto dalla Libia come un clandestino”

L’ex premier interviene a In Onda e definisce gravissimo l’episodio che ha coinvolto Piantedosi, tornando sul caso Almasri e sul rispetto del diritto internazionale.

Conte: “Sorpreso e costernato per l’episodio”

Ospite della trasmissione In Onda su La7, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha criticato duramente l’operato dell’esecutivo in materia di politica estera, riferendosi al recente caso che ha visto protagonista il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Durante l’intervista, Conte ha dichiarato: “Sono rimasto francamente sorpreso di apprendere un infortunio molto grave. Ha ragione Tajani a dire che è il ministro più sfigato, perché sembra che questo governo la sfiga in politica estera e internazionale se la attira.”

Il caso Almasri e le accuse di violazione del diritto internazionale

L’ex presidente del Consiglio ha poi ricollegato il caso Piantedosi alla vicenda di Almasri, il presunto torturatore accusato anche di abusi su minori, riportato in Libia con un volo di Stato italiano. Un’operazione che, secondo Conte, avrebbe violato normative internazionali.

“Pensate un po’ che paradosso: abbiamo violato il diritto internazionale, lo statuto della Corte penale internazionale, per imbarcare Almasri, uno stupratore di bambini, su un aereo di Stato e riportarlo in Libia, ha dichiarato il leader dei 5 Stelle.

“Respinto come un clandestino”: l’accusa a Piantedosi

Secondo Conte, il fatto che un ministro della Repubblica sia stato respinto dalle autorità libiche rappresenta un grave danno istituzionale. “Un nostro ministro della Repubblica – lo dico senza nessuna gioia, anzi sono costernato – viene respinto dalla Libia di fatto come persona illegale, clandestina, e viene rispedito in Italia. È un fatto gravissimo, qualcuno dovrà risponderne”, ha affermato.

Le dichiarazioni di Conte si inseriscono in un contesto politico già teso, alimentando il dibattito sul ruolo dell’Italia nei rapporti internazionali e sul rispetto delle regole di diritto internazionale nelle operazioni condotte all’estero.