Andrea Cecchini (Italia Celere) denuncia l’attacco sistematico alla Polizia e la deriva ideologica che premia i delinquenti e criminalizza chi fa rispettare la legge.
Non ha usato mezzi termini Andrea Cecchini, segretario nazionale di Italia Celere, nel denunciare quello che definisce un clima “intollerabile” nei confronti delle forze dell’ordine. In un lungo e durissimo intervento, il sindacalista punta il dito contro quella che chiama “una società impazzita, che finge di difendere la democrazia mentre legittima chi la disprezza”. Il riferimento diretto è alle attività del centro sociale Boccaccio, fondato da Ilaria Salis, oggi europarlamentare con Avs, che ha recentemente promosso un corso per l’abolizione della polizia a Monza.
“In Italia, senza poliziotti, non ci sarebbe nemmeno la libertà di dire certe idiozie – attacca Cecchini – Ma la cosa più grave è che le istituzioni, invece di difenderci, ci lasciano soli”. Il segretario di Italia Celere ricorda come dopo ogni intervento degli agenti scattino subito “denunce, provvedimenti disciplinari, sospensioni anche su base di lamentele infondate”. Una situazione che, a suo dire, ha generato una “pericolosa deriva anti-polizia, sostenuta da fanatici esaltati e accettata in silenzio da troppi”.
Cecchini entra nel merito anche degli episodi recenti: “A Milano, due minorenni marocchini sono stati arrestati con coltello e martelletto dopo una rapina. Eppure i teorici dell’abolizione della polizia tacciono. Chi avrebbe dovuto fermarli? I servizi sociali? Gli amici?”. Il riferimento sarcastico è al programma contenuto nel libretto diffuso durante il corso del Boccaccio: un manuale che suggerisce di sostituire la polizia con assistenti, vicini di casa e leader religiosi.
“Loro chiamano tutto questo progresso – insiste Cecchini – Ma intanto noi poliziotti continuiamo a prenderci coltellate, molotov e insulti per difendere una società che sembra non volerlo più”. Il sindacalista cita anche l’arresto in Colombia del boss Giuseppe Palermo, immortalato tra due agenti armati e incappucciati: “Là si celebra chi combatte la criminalità, qui lo si nasconde per non turbare le coscienze ipocrite”.
Non manca un riferimento diretto a Ilaria Salis: “È emblematica. Fondatrice del centro sociale che organizza corsi per abolire la polizia, oggi siede al Parlamento europeo. Questo racconta molto più di qualsiasi slogan”.
Il vero nodo, secondo Cecchini, è la mancanza di fermezza dello Stato. “Vorremmo solo che le istituzioni ribadissero con chiarezza il valore della legalità e il ruolo centrale della polizia. Non servono medaglie o elogi ipocriti, ma rispetto”. Il segretario critica anche la spettacolarizzazione a senso unico: “Si fanno campagne sui poliziotti che salvano gattini, ma si dimentica chi ogni giorno combatte lo spaccio, le aggressioni, le rapine”.
“Il nostro è un mestiere che non si può fare tra mille processi alle intenzioni. Chi vuole un mondo senza polizia sogna l’anarchia, non la libertà. Noi chiediamo solo una cosa: che chi sbaglia paghi. Fino alla fine. Questa è la vera base dello stato di diritto”.
E poi la stoccata finale: “Siamo arrivati al punto che chi lancia molotov viene applaudito, mentre chi indossa una divisa viene umiliato. Questo è il mondo al contrario che ci vogliono imporre”.
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