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Il caso Salis e l’evento che divide, “come abolire la polizia”

Nel mirino l’iniziativa del centro sociale Foa Boccaccio, legato a Ilaria Salis. La sede di riserva coincide con un indirizzo del Pd.

Corso sull’abolizione delle forze dell’ordine organizzato dal Foa Boccaccio

Un evento dal titolo provocatorio, “Police abolition – Corso base sull’abolizione della polizia”, è stato annunciato a Monza dal centro sociale Foa Boccaccio, che ha scelto come location i giardini pubblici di via San Rocco. La data coincide con l’anniversario della strage di via D’Amelio, sollevando ulteriori critiche.

Il centro organizzatore è noto per essere, secondo alcune fonti, il gruppo nel quale Ilaria Salis, oggi eurodeputata con Avs, si sarebbe formata politicamente. Anche se un articolo pubblicato da Repubblica ha in passato smentito che Salis ne sia stata fondatrice, ammettendo tuttavia che «con quel gruppetto ha imparato la politica». Di fatto, il legame tra l’esponente politica e il centro è ritenuto significativo da più parti.

La locandina precisa che, in caso di maltempo, l’iniziativa verrà spostata al civico 33 di viale delle Libertà. Proprio lì ha sede il circolo Pd Monza 1 – Massimo D’Antona, alimentando sospetti di una possibile connessione indiretta tra il Partito Democratico e l’organizzazione dell’evento.

Contenuti radicali e reazioni politiche

La pagina Facebook del Foa Boccaccio presenta l’evento con una serie di domande retoriche: «La polizia da dove viene? A cosa serve? A chi serve?». E ancora: «Perché la Polizia è così violenta nell’approccio con le classi subalterne? Perché è addestrata a considerarle il nemico». Il post prosegue sostenendo che la Polizia non difende l’intera società, ma «un certo ordine e la sua società».

Secondo gli organizzatori, il corso si basa sulla traduzione italiana della fanzine americana “Police Abolition”, a cura di Italo di Sabato, ex dirigente di Democrazia Proletaria e Rifondazione Comunista, oggi attivo in Potere al Popolo.

Condanne da Fratelli d’Italia e sindacati di Polizia

Numerose le reazioni dal mondo politico e sindacale. Il deputato di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato, ha definito l’iniziativa «vergognosa, indecente e da bloccare al più presto». Ha poi aggiunto: «Davvero, in caso di maltempo, questo corso si terrà nella sede del Pd? Ma i vertici Dem nazionali e regionali non hanno nulla da dire?». De Corato ha sottolineato la coincidenza tra la data dell’evento e l’anniversario della morte del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti di scorta.

Anche la senatrice di FdI, Ester Mieli, ha parlato di «progetto contro le divise» e ha ribadito il sostegno alle forze dell’ordine: «Noi siamo dalla parte delle forze dell’ordine, le ringraziamo per il lavoro che svolgono quotidianamente per tutti, mettendo a repentaglio la propria incolumità».

Profondo sconcerto è stato espresso dal segretario del sindacato Fsp Polizia di Stato, Pasquale Griesi, che ha dichiarato: «Viviamo in un mondo dove chi reprime i reati è un criminale, dove i criminali hanno diritto a essere risarciti, dove il cittadino onesto deve soccombere».