E’ sempre cartabianca, Iacchetti attacca la Meloni “Dovrebbe avere vergogna”, la replica della Berlinguer : “Mi sembra una frase un po’ troppo”
Enzo Iacchetti critica il governo a È sempre Cartabianca e si confronta con Bianca Berlinguer sulla maggioranza e su Rete4.
Enzo Iacchetti contro il governo durante È sempre Cartabianca
Scontro verbale in diretta tra Enzo Iacchetti e Bianca Berlinguer durante la puntata di È sempre Cartabianca, trasmessa martedì 2 giugno su Rete4. Il confronto è nato dopo alcune considerazioni dell’attore e conduttore sul significato della Festa della Repubblica e sul comportamento dell’attuale maggioranza, con un passaggio particolarmente duro rivolto al governo.
Durante la trasmissione sono state mostrate immagini storiche del referendum del 2 giugno 1946, il voto che portò l’Italia dalla monarchia alla Repubblica. Davanti a quei filmati, Iacchetti ha collegato il valore democratico di quella giornata alla situazione politica attuale, esprimendo un giudizio netto: “Sono immagini contrarie a quello che si è visto recentemente. È inutile che si parli di democrazia o di un altro tipo di democrazia. La maggioranza di questo governo ha già dimostrato simpatie per un regime poco democratico per cui io resto dell’idea che dovrebbero avere vergogna”.
La conduttrice gli ha chiesto a quale regime si riferisse. La risposta di Iacchetti è stata immediata: “Quello di adesso, santo cielo. Stanno cercando di togliere gli articoli dalla Costituzione in ogni modo, e speriamo che non riescano a farlo, perché se no non c’è una democrazia”.
Il confronto con Bianca Berlinguer sulla Costituzione
Bianca Berlinguer ha replicato ricordando che, nel corso degli anni, anche altri governi hanno provato a intervenire sulla Costituzione, sottoponendo poi eventuali modifiche al giudizio dei cittadini attraverso il referendum. Iacchetti, però, ha spostato il ragionamento su un altro episodio, richiamando l’assenza della maggioranza durante la commemorazione di Giacomo Matteotti.
Il conduttore ha usato parole molto dure: “L’aula deserta per la commemorazione di Matteotti è stato uno degli atti più sconsiderati di un Governo, perché è come essere complici di chi lo ha ammazzato e chi lo ha ammazzato lo sappiamo benissimo, non è che si può negare. Bianca, almeno tu, cerca di capirmi. Io dico complici. Ce ne fosse stato uno che avesse fatto una dichiarazione. Non c’è un senso critico nella maggioranza, nessuno ammette un errore, mai”.
A quel punto Berlinguer è intervenuta per prendere le distanze dalla formulazione utilizzata dall’ospite: “Mi sembra una frase un po’ troppo. Tu gli dai un significato molto connotato, io penso che sia stata un po’ la scelta di disinteresse”.
La precisazione della giornalista ha aperto un nuovo passaggio del confronto, questa volta non più soltanto politico, ma legato anche al ruolo della conduttrice all’interno di una trasmissione in onda su Rete4.
La replica di Berlinguer dopo l’accusa su Rete4
Enzo Iacchetti, tra ironia e irritazione, ha contestato l’intervento della padrona di casa, sostenendo che il contesto televisivo avrebbe inciso sul modo in cui la conduttrice aveva commentato le sue parole. “Tu sei troppo democratica, stai conducendo un programma su Rete4, ed è logico e consequenziale che tu non possa essere completamente rapporto con me”.
La frase non è stata accolta da Bianca Berlinguer, che ha chiesto spiegazioni e ha rivendicato la propria autonomia editoriale: “Questa non la capisco, me la devi spiegare, perché io conduco qui e dico tutto quello che penso. Non è che mi costringo ad avere un pensiero diverso perché conduco su Rete 4. Che io sia su Rai3 o su Rete4 dico sempre quello che penso, come lo fai tu”.
Iacchetti ha quindi provato a chiarire il senso del suo appunto, sostenendo che la conduttrice avesse sentito il bisogno di correggere o attenuare il significato della sua frase contro il governo: “Perché hai dovuto giustificare una mia frase, perché la giustifichi, lasciala andare”.
Il confronto si è chiuso senza una rottura definitiva, ma con una distanza evidente tra i due interlocutori. Da un lato Iacchetti, convinto della durezza delle proprie accuse alla maggioranza; dall’altro Berlinguer, ferma nel respingere l’idea che la rete su cui conduce possa condizionare il suo pensiero o la sua libertà di espressione.
