“Idee sbagliate? Ti tolgono il posto”: Vannacci all’attacco
Il governo della Renania-Palatinato vieta l’accesso al settore pubblico a chi ha aderito al partito di destra negli ultimi cinque anni.
Esclusione automatica per chi ha aderito ad AfD
In Germania, il governo della Renania-Palatinato ha annunciato una misura che sta facendo discutere: i cittadini che risultano iscritti, o che lo sono stati negli ultimi cinque anni, al partito AfD saranno esclusi in automatico da qualsiasi impiego nella pubblica amministrazione. La decisione, comunicata ufficialmente dal Ministro dell’Interno del Land, è motivata dal recente inserimento di AfD nella lista delle formazioni considerate “estremiste”.
La norma prevede un’applicazione diretta: chiunque abbia avuto rapporti di adesione con il partito di destra sarà ritenuto inidoneo per ricoprire incarichi pubblici, senza necessità di ulteriori valutazioni individuali. Il provvedimento interessa, potenzialmente, migliaia di lavoratori ed ex militanti.
Vannacci attacca: “È una deriva autoritaria”
La notizia ha suscitato reazioni anche in Italia. Il generale Roberto Vannacci ha criticato duramente il provvedimento tedesco, sottolineando il paradosso di un’Europa che, a suo dire, “predica diritti, uguaglianza e inclusione, ma poi espelle chi non si uniforma al pensiero dominante”.
“L’Europa che biasima l’Ungheria per aver proibito il Gay Pride ti toglie il lavoro se sei iscritto ad AfD”, ha dichiarato Vannacci. “In Germania, se fai parte di AfD – partito regolarmente eletto e presente in Parlamento – non puoi più lavorare nel settore pubblico”.
Secondo il generale, questa sarebbe la dimostrazione di una svolta autoritaria: “Se hai le idee sbagliate per il sistema, ti tolgono il lavoro”, ha proseguito. “Questa non è democrazia. È una deriva autoritaria”.
L’allarme: “Domani toccherà a chi difende la Patria”
Vannacci ha poi lanciato un monito più ampio, mettendo in guardia da un possibile effetto domino: “Se oggi colpiscono AfD, domani toccherà a chi vota Lega, a chi difende la Patria, la sicurezza, i confini, la normalità. Noi non ci stiamo”, ha dichiarato. E ha concluso con un appello diretto: “La libertà di pensiero è sacra”.
Il dibattito, già acceso in Germania, promette di allargarsi anche ad altri Paesi europei, dove il confronto sui limiti tra libertà d’opinione e sicurezza democratica è sempre più centrale.
