Scontro acceso tra il direttore di Libero e la leader del Pd sul futuro dell’Europa, la Commissione von der Leyen e il modello spagnolo.
È botta e risposta tra Pietro Senaldi, direttore editoriale di Libero, e Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, dopo che quest’ultima ha ribadito il proprio sostegno politico al premier spagnolo Pedro Sánchez. Un endorsement che ha suscitato l’ironico disappunto del giornalista, che ha criticato la scelta con parole taglienti:
“Perché è così affascinata da Sánchez? Il suo governo si regge a malapena, non credo possa risolvere l’Europa. Già tanto se fra sei mesi è ancora a Madrid”.
Poi l’affondo più diretto: “Se è così delusa dalla gestione europea, perché ha votato la fiducia a Ursula von der Leyen la settimana scorsa?”.
La segretaria dem non ha lasciato passare il colpo senza reagire. Nella sua replica, Schlein ha difeso la linea socialista europea e il premier spagnolo, paragonandolo in modo implicito all’attuale governo italiano:
“Sánchez ha preso di petto la sua situazione. Meloni, invece, ha una ministra del Turismo accusata di frode ai danni dello Stato, e un sottosegretario come Delmastro coinvolto in gravi vicende giudiziarie”.
Poi la stoccata sulla doppia morale del centrodestra: “A differenza di Sánchez, la destra italiana è garantista con gli amici e giustizialista con gli avversari politici”.
Pietro Senaldi ha criticato anche il voto a favore di von der Leyen da parte del Pd, giudicandolo incoerente con le recenti critiche rivolte alla Commissione. Schlein ha però replicato chiarendo l’approccio del partito:
“I problemi con la Commissione li regoliamo in altro modo: ponendo condizioni, priorità e ottenendo risultati, non con attacchi inutili o isolazionismi”.
Un chiaro riferimento alla strategia di Giorgia Meloni, che nel Parlamento europeo si è trovata spesso in contrasto con le principali famiglie politiche europee.
Il duello a distanza, con toni accesi e accuse incrociate, si inserisce nel quadro più ampio del dibattito post-elezioni europee, dove la nuova Commissione e i futuri equilibri a Bruxelles saranno centrali per il destino politico dei partiti nazionali.
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