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Aggressione al Festival, il sindaco di Udine accusa: “Parole come quelle di Vannacci fomentano l’odio”

Il sindaco di Udine interviene con fermezza dopo l’episodio discriminatorio al Festival FOMO, attaccando anche la retorica politica che alimenta l’intolleranza.

Ferma condanna del sindaco dopo l’episodio al Festival FOMO

Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha preso posizione in modo deciso poche ore dopo l’aggressione transfobica avvenuta sabato 26 luglio 2025 durante il Festival FOMO, tenutosi al Parco Ardito Desio, nel quartiere Rizzi. L’episodio, che ha visto vittime due giovani e una ragazza intervenuta in loro difesa, ha scosso profondamente l’amministrazione e la cittadinanza.

“Quanto accaduto durante il Festival FOMO, organizzato da Officine Giovani, mi colpisce profondamente e impone una riflessione seria, urgente e collettiva”, ha dichiarato De Toni. Il sindaco ha ribadito che Udine si è sempre distinta per essere una città “dell’apertura e dell’accoglienza, dell’inclusione e della ricchezza umana e culturale”.

Ha ricordato l’impegno concreto dell’amministrazione su questi temi, citando il riconoscimento anagrafico di un bambino con entrambe le madri registrate, compresa quella intenzionale. Ha inoltre menzionato l’apertura, in via Grazzano, del Centro Anti-Discriminazione, gestito da Arcigay e finanziato dall’UNAR, con il sostegno del Comune. “Quanto è accaduto è la conferma che servizi come questo sono prioritari: servono a dare voce, sostegno e protezione a chi è più esposto”, ha aggiunto.

Appello all’impegno collettivo e al rispetto della diversità

Per De Toni, la sola azione amministrativa non basta. Serve una presa di coscienza collettiva per contrastare il clima di ostilità che si diffonde attraverso parole e comportamenti. “La costruzione di una comunità dove ciascuno possa sentirsi a casa senza paura, senza discriminazioni, è responsabilità di tutti. Soprattutto di noi politici, di chi ha voce pubblica”, ha detto.

Ha denunciato il linguaggio cinico usato da alcuni rappresentanti istituzionali per ottenere consenso, spesso alimentando divisioni e paure. “Questo clima, alimentato da una narrazione aggressiva e violenta, può diventare terreno fertile per atti concreti, come quello che oggi condanniamo”, ha affermato con decisione.

Il primo cittadino ha poi espresso vicinanza ai giovani coinvolti e alla ragazza intervenuta per difenderli: “Ai due giovani aggrediti e alla ragazza che li ha difesi va tutta la nostra solidarietà e il nostro abbraccio, come già accaduto ieri al Festival. Udine non rimane indifferente all’odio. Udine è dalla parte della libertà, del rispetto e dell’umanità. Udine è la casa di tutti”.

Il riferimento diretto alle parole di Roberto Vannacci

Un passaggio rilevante del discorso è stato dedicato alla responsabilità di chi, secondo De Toni, contribuisce a creare un clima sociale ostile. Ha citato apertamente l’ex generale Roberto Vannacci: “Penso a certe affermazioni pubbliche, come quelle di esponenti politici come l’ex generale Roberto Vannacci, che alimentano divisioni e odio sociale, perché sdoganano l’idea che esista una libertà di offendere e aggredire chi è diverso”.

Ha definito questa impostazione come distante anni luce dal concetto di responsabilità pubblica e di bene comune. “La nostra idea politica vuole andare in una direzione opposta: quella di mediare e di creare le condizioni per un vivere civile fondato sul rispetto delle diversità. La via della felicità pubblica è lunga e in salita ma è l’unica che ha senso percorrere. La fraternità è il significato profondo della vita”, ha concluso.

Published by
Emanuele Larocca

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