Applausi per l’eurodeputata e l’attivista al Festival Alta Felicità. Nessuna parola però sulle violenze di Traduerivi.
Sotto il gazebo del Festival Alta Felicità a Venaus, in Valsusa, si è registrato un grande afflusso di pubblico per il dibattito intitolato “Diritti, giustizia e libertà: quando la democrazia vacilla”. Sul palco l’eurodeputata Ilaria Salis e l’attivista per i diritti umani Patrick Zaki, moderati da Dana Lauriola, figura nota dell’area antagonista torinese e tra le leader del centro sociale Askatasuna.
Accanto ai tavoli delle bancarelle, i libri dei protagonisti. Appesa a una transenna, una bandiera palestinese. Ma tra slogan, riflessioni e applausi, è rimasto un grande assente nel dibattito: l’assalto violento avvenuto il giorno prima al cantiere Tav di Traduerivi, dove alcuni manifestanti hanno messo a fuoco mezzi e strutture. Nessuno sul palco ha fatto riferimento all’accaduto.
L’eurodeputata Salis, microfono in mano, ha lanciato un chiaro messaggio di vicinanza al mondo No Tav. “Come resistere alla prigionia in Ungheria l’ho imparato da voi in Valsusa”, ha affermato, richiamando la propria detenzione a Budapest e ricevendo una lunga ovazione.
Nel suo intervento, Salis ha anche criticato duramente le condizioni delle carceri italiane: “Mi vergogno, oggi, di essere italiana dopo quello che ho visto nei penitenziari che ho visitato. E il Cpr di Torino è un posto disumano”. Nessuna menzione, tuttavia, alle violenze registrate a pochi chilometri dal festival, in un cantiere pubblico assaltato da gruppi violenti.
Anche Patrick Zaki ha preso parola con toni accesi, indirizzando le proprie critiche al vicepremier Matteo Salvini e al premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Il leader della Lega sbaglia a supportare un criminale”, ha dichiarato in riferimento al primo ministro israeliano. Nessun accenno, invece, alle tensioni che hanno scosso la zona del cantiere Tav, nonostante i recenti episodi di vandalismo e incendio doloso.
Il confronto sul palco si è così limitato a temi ampi come diritti civili, libertà e giustizia, ma ha completamente ignorato quanto avvenuto il giorno prima nella stessa valle. Un’omissione che solleva interrogativi, considerando la rilevanza mediatica e istituzionale degli scontri.
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