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Sondaggi 2025, FDI tiene, vola M5S, Pd giù, in calò Lega e FI, cresce l’astensione

Lieve flessione per la Premier e l’esecutivo. M5S guadagna consensi, il centrosinistra resiste nonostante le inchieste. Calo anche per Tajani e Conte.

Le inchieste scuotono il centrosinistra, ma il consenso resta stabile

Nel mese di luglio, le cronache politiche italiane sono tornate a concentrarsi su temi nazionali, nonostante eventi di rilievo come la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina o l’annullamento del concerto del maestro Valerij Gergiev a Caserta. Al centro dell’attenzione, le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto esponenti di spicco del centrosinistra: a Milano, l’avviso di garanzia al sindaco Giuseppe Sala; nelle Marche, l’indagine sul candidato governatore Matteo Ricci; e a Torino, la vicenda “Rear” che tocca il deputato PD Mauro Laus.

Nonostante ciò, i dati Ipsos pubblicati dal Corriere della Sera mostrano un impatto elettorale limitato. Il Partito Democratico si attesta al 21,1%, in leggero calo rispetto al 21,4% di giugno. Il Movimento 5 Stelle, invece, guadagna un punto, salendo al 14,3%. Questa crescita sembra premiare la linea autonoma rispetto al PD, in particolare su temi come le inchieste giudiziarie e la politica estera pacifista.

Fratelli d’Italia stabile, cala il Governo e l’indice di fiducia della Premier

Tra le forze di governo, Fratelli d’Italia si conferma al comando con il 28%, in lieve calo dal 28,2% del mese precedente. Forza Italia perde 0,3 punti, scendendo all’8,1%, mentre la Lega registra lo stesso calo, fermandosi all’8,5%. Noi Moderati è stabile all’1,1%.

Il Governo nel suo complesso perde 3 punti nei giudizi positivi, che passano dal 39% al 36%, mentre i giudizi negativi restano fermi al 51%. L’indice di gradimento netto dell’esecutivo si attesta ora al 41% (-2 punti). La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni registra anch’essa un calo, scendendo da 45 a 43 punti nell’indice di apprezzamento, nonostante la visibilità internazionale legata alla conferenza sull’Ucraina. A pesare, secondo Ipsos, anche la delusione per i dazi imposti da Trump, rispetto ai quali la “special relationship” con Washington non ha finora portato risultati concreti.

Cresce inoltre l’area dell’astensione, che sale al 42,5%, con un incremento di 1,5 punti. Un dato che conferma la disaffezione crescente rispetto alla politica, superando perfino il 39% registrato alle politiche del 2022.

Leader in calo: Tajani resiste, Conte perde terreno, giù anche Calenda

Sul fronte della leadership, Antonio Tajani resta il più apprezzato con un indice di 29, seppur in calo rispetto al 32 di giugno. Una flessione che potrebbe essere legata alle recenti dichiarazioni di Piersilvio Berlusconi, non del tutto allineate con la linea attuale di Forza Italia.

Anche Giuseppe Conte perde terreno (indice 26, -2 punti), a differenza del suo partito che invece guadagna consensi. Un segnale della progressiva disconnessione tra leader e base elettorale nel Movimento 5 Stelle.

Carlo Calenda, leader di Azione, vede scendere il proprio indice a 16 (-2 punti), riflettendo il lieve calo del suo partito, ora stimato al 2,6%. Gli altri leader restano sostanzialmente stabili, mentre segnali positivi arrivano per +Europa (+0,5%, ora al 2,2%), in linea con Italia Viva, stabile al 2,2%. AVS si conferma al 5,8%.

Published by
Claudia De Napoli

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