Sondaggi 2025, FdI sale, Pd ai minimi storici, M5S cresce, la Schlein al capolinea?
Il partito di Schlein scivola nei sondaggi mentre il M5S avanza. Il caos tra le Regioni agita il centrosinistra. E Conte detta la linea da “giudice” politico
«Forza che ce la possiamo fare». L’incitamento arriva dal “comandante” al quartier generale del Pd, ma suona più come un auto-incoraggiamento disperato. I numeri parlano chiaro: secondo l’ultima rilevazione di Nando Pagnoncelli, i dem sono inchiodati al 21,1%, a un passo dai minimi storici. Peggio solo il Movimento 5 Stelle al 14,3%, ma il distacco tra i due si assottiglia. Intanto Fratelli d’Italia resta saldo al 28% e Giorgia Meloni osserva dall’alto la rissa nel centrosinistra.
Il Pd in ginocchio: Conte detta la linea, Schlein tace
È paradossale la reazione del Partito democratico dopo le inchieste che hanno travolto i propri uomini a Milano e Pesaro. Al posto della fermezza, la resa: “tappeti rossi” per il partner scomodo, il Movimento 5 Stelle, che ora detta legge nel campo largo. Una subalternità che rischia di costare cara, specie in vista delle prossime elezioni regionali in Marche, Toscana, Campania e Puglia.
Matteo Ricci, il candidato “congelato” alle Marche, entra in confessionale: «Alle 15 ho ricevuto l’avviso di garanzia, alle 17 sia Schlein che Conte avevano tutte le carte». L’ex premier, da “avvocato del popolo”, si è ormai trasformato in pubblico ministero anti-Pd, lanciando una crociata morale che imbarazza gli alleati.
Sondaggi in picchiata, caos nelle Regioni: la mappa della crisi
Le tensioni non si limitano alle Marche. In Campania, la candidatura di Roberto Fico è osteggiata da Vincenzo De Luca, che pretende la sua “rosa” di nomi, minacciando di calare sei liste personali. In Toscana, il M5S si prepara a sostenere Eugenio Giani, incassando in cambio un premio politico: assessorati e forse la vicepresidenza.
In Puglia, la situazione è ancora più esplosiva: Antonio Decaro non intende fare passi indietro, mentre Michele Emiliano reclama un posto in lista. L’ex sindaco di Bari lancia un messaggio neanche troppo velato: «Sto bene a Bruxelles», che suona come un ultimatum a Roma: o si ferma Emiliano, o il Pd si spacca.
Una nuova batosta arriva da un sondaggio su Francesco Acquaroli nelle Marche: il candidato del centrodestra è ampiamente in testa. Intanto Ricci, in piena bufera, si lancia in un tour dal sapore propagandistico: “Ricci on the beach”. Ma al Nazareno si parla solo di una cosa: accontentare Conte in tutto, anche a costo di dimenticare la vocazione maggioritaria del partito.
Campo largo al capolinea? Le ombre sul futuro del centrosinistra
Il tentativo di unità si è ormai trasformato in una resa tattica, come ammette anche Sandro Ruotolo: «Dobbiamo costruire la massima unità dovunque». Ma le parole d’ordine sono impotenza e disorientamento. Il campo largo, così come immaginato, non esiste più. È un progetto disgregato, fatto di ricatti, faide personali e paura dei sondaggi.
Con una leadership silenziosa e un partito sempre più debole, Elly Schlein si ritrova in balia degli eventi, mentre Giuseppe Conte si rafforza, trasformando ogni processo politico in un’aula di tribunale. Il Pd arranca, e anche l’ultimo bastione, quello morale, è ormai crollato.
