Italia & Dintorni

Salvini ospite di Sallusti, “Il Ponte si farà, priorità a pace fiscale e ceto medio”

Salvini, dal progetto sullo Stretto alla politica internazionale, il leader della Lega attacca Pd e sinistra e punta su rottamazione delle cartelle e tutela dei redditi medi.

Salvini, Ponte sullo Stretto e infrastrutture strategiche

Ospite di Alessandro Sallusti al Caffè della Versiliana, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito la volontà di portare a termine il ponte sullo Stretto di Messina. Ha ironizzato sulle proteste: «Quando vedi una manifestazione contro il Ponte con le bandiere della Palestina vuol dire poche idee e confuse». Salvini ha ricordato di essere stato in visita ai cantieri della Torino-Lione e ha difeso l’investimento: «Oggi non farlo è un assurdo economico. Servono 3 ore e 42 euro, poi basteranno 15 minuti e 10 euro». Ha bollato come «belinata» il dibattito sul pedaggio, assicurando che sarebbe comunque inferiore al costo del traghetto.

Politica estera e stoccata a Ursula von der Leyen

Commentando il prossimo incontro in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin, Salvini si è detto fiducioso: «Se riuscirà a far sedere i due contendenti e trovare un accordo sarà una notizia eccezionale». Non sono mancate critiche al presidente della Commissione europea: «Al summit Putin-Trump, Ursula può portare da bere, non di più». Sul conflitto a Gaza ha condannato «l’eccesso di vittime civili» e ribadito la necessità di eliminare «i terroristi islamici che tengono in ostaggio i palestinesi», con l’obiettivo di «due popoli, due Stati».

Regionali e priorità economiche

Sul fronte interno, Salvini ha confermato l’appoggio alla squadra uscente in Veneto e ha indicato il sindaco di Pistoia come possibile candidato in Toscana. Ha attaccato il sindaco di Milano Beppe Sala, invitandolo a farsi da parte. In vista della legge di bilancio, ha posto come priorità «la rottamazione definitiva di tutte le cartelle esattoriali» e una pace fiscale per dare respiro alla classe media: «Abbiamo aiutato chi aveva più bisogno, ora tocca a chi guadagna tra 30 e 60mila euro l’anno». Sul caro-spiagge, ha legato il problema agli stipendi stagnanti: «Il vero tema non è l’ombrellone a Forte dei Marmi, ma il mutuo e il potere d’acquisto del ceto medio».

Published by
Claudia De Napoli

This website uses cookies.