Salvini 2016: “Inutile e rischioso”. Oggi il Ponte è la sua battaglia
Salvini, Nel 2016 lo definiva un’opera rischiosa e superflua. Oggi, da ministro dei Trasporti, Matteo Salvini ne è il principale promotore, spingendo per la realizzazione entro il 2032.
Salvini, dalla contrarietà alla svolta
Nel 2016 Matteo Salvini, allora leader della Lega Nord, esprimeva forti dubbi sul Ponte sullo Stretto di Messina: «Ci sono ingegneri che dicono che non sta in piedi… non vorrei spendere miliardi per un ponte in mezzo al mare, quando in Sicilia e Calabria ci sono ancora ferrovie a binario unico e treni a gasolio». Le sue priorità, all’epoca, erano potenziare infrastrutture esistenti, scuole e servizi di base. La linea era condivisa da tutta la Lega, con esponenti di primo piano come Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio schierati contro il progetto.
Oggi la posizione è ribaltata: da vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Salvini è il volto politico più determinato nel portare a termine l’opera, definendola «senza precedenti al mondo» e chiave per collegare Sicilia e Calabria con la campata sospesa più lunga mai realizzata.
Le nuove motivazioni
Il cambio di rotta è motivato da una serie di fattori. Salvini vede il ponte come un “acceleratore di sviluppo” integrato con l’alta velocità Salerno–Reggio Calabria, capace di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza e stimolare la crescita economica del Sud. In un contesto geopolitico instabile, considera l’opera anche strategica per la mobilità militare sul fronte del Mediterraneo, in linea con gli interessi NATO. Sul piano economico, cita la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, benefici per l’indotto e minore impatto ambientale grazie alla riduzione del traffico navale e delle emissioni di CO₂. Sostiene inoltre che il costo complessivo sarebbe inferiore alla spesa cumulata per garantire il servizio traghetti negli anni.
Valore simbolico e politica
Per Salvini, il ponte ha anche una forte valenza simbolica: è un progetto storico di Silvio Berlusconi, e il ministro non esclude di intitolarlo proprio al Cavaliere, “grande italiano” già ricordato dall’aeroporto di Malpensa. Questa “conversione” viene vista dal presidente dimissionario della Calabria Roberto Occhiuto come la prova che, talvolta, chi cambia idea può diventare il più convinto dei sostenitori. Oggi, l’ex “lusso inutile” è diventato per Salvini una priorità strategica e identitaria, con l’obiettivo dichiarato di aprire i cantieri e completare il ponte entro il prossimo decennio.