Roberto Vannacci commenta l’atto vandalico a Malpensa attribuito a un immigrato del Mali: accuse alla sinistra, appello alla “remigrazione” e richieste di fermezza.
Un incendio doloso ha colpito l’area check-in del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa nella mattinata di mercoledì 20 agosto, quando un 28enne originario del Mali ha devastato la zona con un martello prima di appiccare le fiamme. A commentare l’episodio è stato il generale ed eurodeputato della Lega Roberto Vannacci, che ha puntato il dito contro la sinistra: “Le risorse della sinistra non si riposano neanche ad agosto e devastano con un martello l’area check in del Terminal 1 a Malpensa appiccando il fuoco”. Vannacci ha poi rincarato la dose: “Arrestato immigrato di colore, uno di quelli che secondo i progressisti ci paga la pensione e fa i lavori che gli italiani non vogliono fare. Il responsabile è un immigrato del Mali. Fra poco le Regionali: continuate a votare la sinistra dei porti aperti, dell’immigrazione incontrollata e della religione dei diritti umani. Remigrazione subito”.
Il rogo, che ha creato momenti di paura all’interno dello scalo varesino, è stato domato senza gravi conseguenze per i passeggeri. Tuttavia l’episodio ha scatenato la polemica politica, diventando terreno di scontro sull’immigrazione. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato e arrestato con l’accusa di danneggiamento e incendio doloso. Le indagini proseguono per chiarire le motivazioni che lo hanno spinto a compiere il gesto. L’episodio ha riportato in primo piano il tema della sicurezza negli aeroporti e più in generale nelle grandi infrastrutture, con richieste di controlli più stringenti e pene certe.
Alla condanna si è aggiunta anche la voce di Stefania Bardelli, responsabile del gruppo varesino Team Vannacci Vidoletti, che ha definito l’accaduto “inconcepibile”: “Un episodio che poteva finire in tragedia se a martellate fosse stata presa una persona invece di un monitor. È inaccettabile che cittadini perbene debbano vivere con la costante minaccia di episodi di follia incontrollata. Serve un chiaro segnale di fermezza. Disciplina, regole e certezza della pena devono tornare a essere valori concreti. Non possiamo permettere che la provincia di Varese, aeroporto compreso, diventi teatro di scene da far west”.
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