Vittorio Feltri ospite di Piero Chiambretti durante la quarta puntata del programma di Rai3 "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", Milano, 2 ottobre 2024. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Il giornalista, Vittorio Feltri, polemizza sul simbolo gender fluid nelle nascite: “Non è libertà, ma confusione ideologica che trasforma i bambini in algoritmi senza identità”.
“Tu ti stupisci del fiocco arcobaleno? Io ormai mi stupisco che i bambini vengano ancora partoriti e non materializzati con una stampante 3D in versione gender fluid”. Con queste parole Vittorio Feltri ha commentato l’ultima scelta simbolica di alcune amministrazioni, che hanno sostituito i tradizionali fiocchi rosa o azzurri con un arcobaleno inclusivo.
Per il giornalista, si tratta di “un incubo sociologico in cui l’evidenza biologica è considerata un atto di oppressione e la realtà una violenza da correggere col fiocchetto ideologico”. Un tempo – ha ricordato – “la nascita era un fatto naturale, gioioso, limpido: nasceva un bimbo, lo si accoglieva, lo si amava. Oggi invece nasce un soggetto non meglio identificato, che secondo mamma assessore deciderà lui chi essere, come se nel frattempo dovessimo trattarlo da algoritmo in aggiornamento”.
Secondo Feltri, dietro il gesto del fiocco arcobaleno non c’è inclusività, ma un’imposizione culturale: “Chi parla di libertà in questi casi, in realtà sta imponendo un dogma nuovo: il culto della confusione. Perché non dire che un neonato è maschio? Lo è. Punto”.
Il direttore editoriale di Libero ha sottolineato come il biologico non possa essere messo in discussione: “Non è un’opinione, non è una variabile, non è una sensazione dell’utero. È un fatto. Come il giorno e la notte”.
Eppure, denuncia, oggi si preferisce “cancellare la differenza tra maschile e femminile in nome dell’inclusività. Non è uguaglianza, è anestesia collettiva, è una forma sofisticata di omologazione. Per liberarci da ogni differenza, ci vogliono tutti identici, amorfi, neutri, smarriti”.
Per Feltri, i simboli hanno un peso politico e culturale: “Quando si cancella la differenza tra maschile e femminile, non si sta aprendo la mente. Si sta svuotando il cervello”. L’ideologia woke, a suo dire, rappresenta “un totalitarismo travestito da progresso, un mondo dove non puoi dire che una donna è donna e dove il sesso biologico è considerato opprimente”.
Il giornalista ha ribadito il suo auspicio per il neonato al centro del caso: “Mi auguro che cresca sano, felice e con due certezze: che è nato maschio, e che sua madre è stata più ideologica che intelligente”.
Infine, l’affondo più amaro: “Un mondo che nega persino l’evidenza del corpo non si sta evolvendo, sta regredendo. Finché qualcuno riderà di queste follie, ci sarà speranza. Ma quando ci prenderemo tutti sul serio, anche davanti a un fiocco arcobaleno sul cuscino di un neonato, allora sarà finita. E ci toccherà rifare anche Adamo ed Eva. Ma stavolta neutri e col codice fiscale in mano”.
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