Vittorio Feltri ospite di Piero Chiambretti durante la quarta puntata del programma di Rai3 "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", Milano, 2 ottobre 2024. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Vittorio Feltri attacca senza mezzi termini la decisione del Parlamento Ue sul caso di Ilaria Salis: “Non è più giustizia, è caos travestito da diritto”.
Per Vittorio Feltri la vicenda di Ilaria Salis rappresenta “l’ennesima vergogna di un sistema che si fa beffe della legalità”. Il giornalista punta il dito contro l’escamotage della candidatura, usato – a suo dire – solo per sfuggire a un regolare processo. “È già abbastanza scandaloso che si sia riusciti a eleggerla sfruttando il vittimismo ben confezionato e venduto da certa stampa ideologizzata”, afferma.
Il voto della Commissione del Parlamento europeo che ha confermato l’immunità alla deputata, per Feltri, non è altro che una conferma del degrado politico: “Un organo autorevole ha impedito che la giustizia facesse il suo corso”.
Feltri non ammette attenuanti: “La signora Salis non è un’operaia disgraziata accusata per errore. Ha collezionato precedenti per violenze contro le forze dell’ordine, danneggiamenti e disordini pubblici”.
Per il direttore editoriale di Libero, qui non c’è nulla a che fare con la normale dialettica democratica: “Non parliamo di idee, ma di aggressioni. Non parliamo di dissenso, ma di attacchi fisici a rappresentanti dello Stato”.
Una posizione durissima che riflette la convinzione che l’immunità parlamentare, in questo caso, diventi un salvacondotto per chi ha sempre disprezzato le regole.
Secondo Feltri, la responsabilità politica è tutta da attribuire alla sinistra, accusata di proteggere chi aggredisce in nome della lotta al fascismo. “Si inneggia alla democrazia mentre si picchiano i poliziotti, si canta la libertà mentre si devastano vetrine. Poi si tenta la scorciatoia della candidatura: diventare parlamentari per sfuggire alle manette”.
Un cortocircuito ideologico che, avverte Feltri, rischia di trasformare le istituzioni in un rifugio per estremisti: “Il Parlamento non è una Ong per riciclare militanti violenti, ma dovrebbe essere l’espressione più alta del rispetto delle regole”.
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