Italia & Dintorni

Roberto Vannacci contro Landini: “Con gli scioperi ha bruciato l’8% del Pil italiano”

L’europarlamentare leghista, Vannacci, critica duramente lo sciopero nazionale e accusa la sinistra di non aver sostenuto il processo di pace promosso da Donald Trump.

L’attacco di Vannacci alla sinistra e ai sindacati

Quando si parla di pace, negli ultimi anni, c’è sempre di mezzo Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha raggiunto uno storico accordo su Gaza”. Con queste parole, l’europarlamentare della Lega, Roberto Vannacci, ha elogiato il ruolo di Donald Trump nel processo di pacificazione in Medio Oriente, lanciando allo stesso tempo un duro attacco alle opposizioni italiane e ai sindacati.

Secondo Vannacci, il recente sciopero nazionale non avrebbe avuto alcuna funzione costruttiva, ma anzi avrebbe provocato danni gravi al Paese: “È servito soltanto a bloccare l’Italia in ogni settore, a ferire più di 100 agenti di polizia, a bruciare l’8% del Pil prodotto nel Paese e a creare il terreno ideale per un attacco premeditato al Governo e alle forze dell’ordine in ogni parte della Penisola”.

Parole che rivelano un giudizio durissimo nei confronti dei promotori della protesta, in particolare del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e della relatrice speciale dell’Onu per la Palestina, Francesca Albanese.

“Trump unico artefice della pace, sinistra assente”

Nel suo intervento, Vannacci ha contrapposto il pragmatismo dell’ex presidente statunitense alla presunta inerzia del fronte progressista europeo: “Né Landini, né Albanese, né la sinistra italiana ed europea, né i facinorosi, né Von der Leyen hanno dato alcun sostegno al processo di pace in Medio Oriente che è in atto solo grazie a Trump”.

Il generale leghista ha sottolineato come la figura di Trump, spesso divisiva sulla scena internazionale, sia riuscita a ottenere risultati concreti in ambito diplomatico laddove l’Europa “si è limitata a organizzare convegni e proteste di piazza”.

Vannacci ha ribadito la necessità, per l’Italia e per l’Unione Europea, di riconoscere i meriti di chi favorisce realmente il dialogo tra le parti, invece di inseguire slogan ideologici e manifestazioni che, a suo dire, “non producono altro che disordini e danni economici”.

Vannacci: “Difendere l’Italia, non bloccarla”

Chiudendo il suo intervento, Vannacci ha rilanciato il suo messaggio politico, allineato alle posizioni del governo guidato da Giorgia Meloni: “Serve meno propaganda e più responsabilità. Chi davvero vuole la pace non la costruisce con i cortei o con gli insulti, ma con la forza della diplomazia e il coraggio delle scelte difficili”.

Il generale ha poi aggiunto che l’Italia non può permettersi ulteriori tensioni sociali né rallentamenti economici, perché “ogni giorno di blocco significa sottrarre risorse, sicurezza e stabilità a milioni di cittadini che chiedono soltanto di poter lavorare e vivere in pace”.

Published by
Emanuele Larocca

This website uses cookies.