Ospite da Mara Venier, Vittorio Feltri ha raccontato con ironia e lucidità il suo passato calvario con la depressione, svelando un simpatico aneddoto legato al periodo del ricovero.
Nel corso della puntata di Domenica In, ampiamente dedicata a Vittorio Sgarbi e al suo difficile periodo di fragilità psicologica, Vittorio Feltri ha stupito il pubblico con un racconto intimo e inaspettato. Il giornalista e scrittore, con il suo consueto tono diretto ma intriso di autoironia, ha parlato apertamente della depressione vissuta trent’anni fa, un’esperienza che lo ha segnato profondamente ma che, col tempo, si è trasformata in un insegnamento.
“Mi ero messo a letto per riposare e nel frattempo sono arrivate delle amiche a trovarmi; le sentivo chiacchierare nel corridoio della clinica”, ha raccontato Feltri, ricordando i giorni del ricovero. “A quel punto è arrivata mia moglie e le ha fatte sgomberare tutte. Per me è stato un momento di grande comicità, al punto da contribuire a farmi passare la depressione”.
Un episodio che, con il suo umorismo sottile, ha illuminato la serietà del tema trattato. “Non ho più avuto ricadute perché ho imparato a non scivolare più in quel calvario”, ha aggiunto Feltri, spiegando come l’aiuto di un “grande medico” gli abbia insegnato “dei trucchi e delle tecniche per mantenere la mente in equilibrio”.
Il direttore editoriale di Libero ha poi voluto ringraziare pubblicamente la moglie, ricordando la delicatezza e la forza con cui gli è stata accanto in quel momento difficile: “Mia moglie ha capito l’antifona ed è rimasta al mio fianco. Parliamo di 30 anni fa, ma non ho mai dimenticato quel periodo”.
Nel collegarsi al tema della puntata, legato al rapporto tra Vittorio Sgarbi e la figlia Evelina, Feltri ha aggiunto un riferimento personale ai propri affetti familiari: “Io ho cinque figli, quattro miei e uno adottato al quale voglio molto bene. Durante il periodo della depressione non ho mai voluto vederli, non volevo che mi vedessero in quelle condizioni”.
Un passaggio commovente, che ha mostrato un Feltri diverso dal consueto, più umano e vulnerabile, ma anche capace di affrontare il dolore con la lucidità che da sempre lo contraddistingue.
Feltri ha chiuso il suo intervento con una riflessione che racchiude tutta la sua filosofia di vita: “Non ho più avuto ricadute perché ho imparato a tenere il manubrio dritto”. Una metafora semplice ma efficace, che riassume il suo approccio concreto all’esistenza e alla fragilità umana.
Oggi, a distanza di tre decenni da quella difficile parentesi, Feltri non solo si dice guarito, ma anche più consapevole di sé: “Non sono più affetto da quel disturbo terribile della mente. Ho altri problemi, certo, ma quelli si risolvono con un po’ di ironia e con l’amore per la vita”.
This website uses cookies.