“Israele si difende, Hamas usa la sua gente come scudo”: la denuncia di Feltri
Il direttore onorario di Libero, Vittorio Feltri, risponde alla lettera di Alberto e denuncia il ritorno dell’odio antiebraico mascherato da antisionismo.
Feltri, “C’è un ritorno dell’antisemitismo in Europa, lo denuncio da due anni”
Le parole di Vittorio Feltri arrivano come un colpo diretto, lucido e senza filtri. Nel suo intervento, il giornalista commenta la lettera ricevuta da Alberto, figlio di quella parte d’Italia che durante la guerra rischiò la vita per proteggere gli ebrei. “Le tue parole contengono verità incancellabili”, scrive Feltri, “e colpiscono perché non vengono da un’ideologia, ma da una memoria viva”.
Il direttore onorario di Libero non usa giri di parole: “C’è un ritorno prepotente dell’antisemitismo in Europa. Lo denuncio da due anni. È un antisemitismo mascherato da antisionismo, un odio che si traveste da umanitarismo ma ripete i soliti stereotipi secolari: l’ebreo potente, cattivo, colpevole di difendersi”.
“Dire genocidio è ignoranza o complicità morale”
Feltri punta il dito contro “quelli che oggi strillano ‘genocidio’”, citando in particolare “una certa signora Francesca Albanese” e diversi esponenti della sinistra. “La parola ha un peso, e usarla a sproposito non è solo ignoranza, ma una forma di complicità morale con chi vuole delegittimare Israele o giustificare la violenza contro gli ebrei nel mondo”.
Il giornalista ricorda la tragedia del 7 ottobre, “una carneficina di civili, bambini, donne e anziani”, e ammonisce: “Chi oggi nega, minimizza o assolve si prende la responsabilità di tenere in mano lo stesso fiammifero che accese Auschwitz”.
“Israele difende la sua gente, Hamas usa la sua gente per difendere le armi”
Feltri ribadisce la differenza tra chi difende e chi aggredisce: “Israele è circondato da nemici che non ne vogliono il ridimensionamento, ma la cancellazione. Hamas non vuole due Stati, ne vuole uno solo, senza ebrei. E lo vuole a costo di usare i palestinesi come scudi umani”.
Nel suo intervento, il giornalista torna anche sul valore della memoria storica: “Tu citi Anna Frank. Io ho amato quel diario, ma oggi non servono scritture nascoste: abbiamo video, immagini, prove, testimonianze. L’orrore è alla luce del sole. Eppure lo si nega”.
Feltri conclude con una riflessione che è insieme morale e civile: “Un bambino ebreo massacrato in un kibbutz non è meno innocente di un bambino palestinese sotto le bombe. Se si piange l’uno e si ignora l’altro, non si è pacifisti. Si è complici del terrore”.
