Vittorio Feltri ospite di Piero Chiambretti durante la quarta puntata del programma di Rai3 "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", Milano, 2 ottobre 2024. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Il giornalista, Vittorio Feltri, commenta la tragedia di Castel d’Azzano: “Non pazzi, ma criminali. L’Arma non è stata tutelata: errore strategico dello Stato”.
Il giornalista Vittorio Feltri ha commentato con parole durissime il caso dei tre carabinieri uccisi durante lo sgombero a Castel d’Azzano, in provincia di Verona, dopo l’esplosione che ha devastato l’abitazione dei tre fratelli responsabili della tragedia.
Rispondendo a un lettore sul suo editoriale per Il Giornale, Feltri ha espresso profonda indignazione per come è stata gestita l’operazione:
“Com’è possibile che un’operazione di questo tipo sia stata condotta in modo così rischioso? Chi era al comando? Si sapeva chi erano quei tre fratelli e si conoscevano i precedenti. Perché non si è agito con la massima prudenza? Perché si è trasformato uno sgombero in un sacrificio umano?”.
Domande che, secondo il direttore editoriale del Giornale, devono trovare risposte immediate.
“La tragedia di Castel d’Azzano – ha scritto Feltri – non è solo una ferita immane nel corpo dell’Arma, ma anche un campanello d’allarme. Dobbiamo riflettere per evitare che i nostri uomini e le nostre donne dell’Arma o di qualsiasi forza statale deputata alla sicurezza crepino per mano di gente che pazza non è, bensì criminale”.
Feltri, nel suo intervento, denuncia apertamente il clima di paura che paralizza le istituzioni e condiziona l’operato delle forze dell’ordine:
“A volte ci accorgiamo che la gestione dell’ordine pubblico è imbrigliata dall’ideologia e dalla paura del giudizio mediatico. Così accade che poliziotti e carabinieri vengano picchiati, presi a sassate o sputati durante le manifestazioni, ma non si accetta che lo Stato reagisca per assicurare l’ordine e l’incolumità di tutti”.
Pur chiarendo che il caso di Castel d’Azzano è diverso, Feltri sottolinea come in quella circostanza sarebbe stato necessario valutare con maggiore attenzione “la pericolosità degli occupanti, che pericolosi erano”.
Parole che colpiscono nel segno e aprono una riflessione più ampia sul modo in cui vengono organizzate le operazioni di sgombero e sulle tutele garantite agli uomini delle forze dell’ordine.
Feltri usa parole durissime per descrivere ciò che considera una colpa dello Stato:
“Non è accettabile che in un Paese civile i carabinieri, che dovrebbero essere tutelati, protetti e onorati, vengano mandati al macello senza una reale analisi del rischio. È un errore strategico. Si ripete che chi indossa una divisa accetta il pericolo di morire ogni giorno. Bene. Non dobbiamo accettarlo noi. Punto”.
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