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Il voto mancante che ha salvato Ilaria Salis: assente un eurodeputato leghista subentrato a Vannacci

Voto a Ilaria Salis, a Strasburgo la differenza è stata di un solo voto, 306 a 305. L’unico assente del gruppo Lega? Il neo eurodeputato Aldo Patriciello, subentrato a Roberto Vannacci.

Il voto che ha salvato Ilaria Salis

Lo scorso 7 ottobre a Strasburgo, il Parlamento europeo ha respinto – per un solo voto – la richiesta di revoca dell’immunità all’eurodeputata Ilaria Salis, sotto processo in Ungheria. Il risultato, 306 voti contrari contro 305 favorevoli, ha scatenato polemiche e retroscena.

Secondo quanto ricostruito, il voto mancante decisivo sarebbe stato quello di Aldo Patriciello, eletto nelle liste della Lega in quota Udc. Sessantotto anni, originario del Molise, Patriciello non ha preso parte alla seduta in cui si è deciso il destino giudiziario dell’ex insegnante brianzola.

L’assenza che pesa

Degli otto europarlamentari leghisti, solo uno mancava all’appello durante il voto. E non ci sarebbero dubbi sulla sua identità: proprio Patriciello, politico di lungo corso, ex Democrazia Cristiana, Popolari, Udc, Pdl e Forza Italia, approdato nella Lega nel febbraio 2024.

La sua assenza avrebbe fatto la differenza. E a rendere la vicenda ancora più controversa è il fatto che, nelle stesse ore del voto di Strasburgo, Patriciello era stato visto partecipare a un’inaugurazione elettorale a Teano, in provincia di Caserta, apparendo in perfetta forma fisica nonostante indiscrezioni su presunti problemi di salute.

Il seggio europeo che oggi occupa Patriciello gli era stato attribuito grazie alla rinuncia proprio di Roberto Vannacci, che aveva scelto un altro collegio dopo le elezioni del 9 giugno.

Un passaggio che oggi, con il senno di poi, assume un sapore ironico: la scelta dell’ex generale – da sempre critico nei confronti di Salis – ha indirettamente contribuito a mantenerla in Parlamento.

Le reazioni e le accuse

Il voto segreto impedisce di sapere chi abbia votato cosa, ma il conteggio delle presenze parla chiaro: sette leghisti su otto hanno espresso il loro voto. L’unico assente è stato Patriciello, il “leghista Udc”, che con i suoi 71.556 voti era rimasto fuori fino alla rinuncia di Vannacci.
Proprio quest’ultimo, all’indomani dell’esito di Strasburgo, aveva parlato di “giustizia a due pesi e due misure”, denunciando “un Parlamento che protegge i propri membri con il voto segreto”.
Il paradosso è che, senza l’assenza del collega subentrato grazie alla sua rinuncia, l’esito della votazione avrebbe potuto essere diverso. “Il voto è stato una vergogna. Il Parlamento europeo ha sancito che la giustizia non è uguale per tutti”, ha dichiarato Vannacci, commentando amaramente una vicenda che, per un curioso intreccio politico, ha trasformato un suo ex alleato nell’involontario artefice della “salvezza” di Ilaria Salis.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

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