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“Quattro giorni di lavoro fanno bene a tutti”: la nuova proposta di Ilaria Salis

L’eurodeputata di AVS interviene su X e in radio: “Il modello Mamdani è un esempio di sinistra coraggiosa. Il mio processo? Ora tocca a Nordio”.

“Quattro giorni di lavoro fanno bene a tutti”

Quanto sarebbe bello lavorare quattro giorni invece di cinque? Fa bene ai lavoratori e migliora anche la produttività”. Con questa riflessione, pubblicata su X, Ilaria Salis torna al centro del dibattito politico proponendo un tema caro alla sinistra europea: la settimana corta.
L’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ex attivista e oggi una delle figure più divisive di Bruxelles, aggiunge: “E per chi deve comunque lavorare nel weekend, che sia pagato di più!”. Un’idea che, secondo Salis, andrebbe inserita in un piano più ampio di tutela dei diritti e di riduzione delle disuguaglianze sul lavoro.

“Mamdani è un esempio per la sinistra italiana”

Nel corso dell’intervista a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, Salis ha commentato anche la recente elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York, definendola “una vittoria che parla di coraggio politico e di sinistra autentica”.
Mi piace molto, la sua elezione deve essere un esempio anche per l’Italia”, ha detto l’eurodeputata. “Ha vinto con un programma che unisce diritti sociali e civili, intercettando i bisogni reali dei cittadini. Per noi è un’ispirazione”.

“Il mio processo? Spetta al ministro Nordio decidere”

Salis è poi tornata sulla questione giudiziaria che la riguarda, dopo il voto del Parlamento europeo che ha confermato la sua immunità nel processo aperto in Ungheria, dove è accusata di aver partecipato a un’aggressione antifascista.
Il voto sulla mia immunità è stato vinto per un solo voto di scarto. È una bella vittoria, ma fa riflettere che una questione di giustizia democratica si decida così al limite”, ha dichiarato.
Riguardo alla possibilità che il processo venga trasferito in Italia, Salis ha chiarito: “Non voglio sottrarmi alla giustizia. Vorrei che questo processo si svolgesse in modo democratico, nel rispetto dei principi minimi di diritto. Ma l’iniziativa deve partire dal ministro Nordio. Non spetta a me farne richiesta”.
Infine, con un tocco ironico, ha ricordato il piccolo rito scaramantico che ha preceduto il voto: “Mi erano state date delle viti di ferro da un collaboratore, ed è diventata quasi una leggenda”.