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Femminicidio, Feltri affonda: “Nessuna strage, patriarcato inventato dalla sinistra”

Le parole di Vittorio Feltri scatenano il dibattito: polemica contro la narrazione su femminicidi, patriarcato e responsabilità politiche, con dati e accuse dirette alla sinistra.

I numeri citati da Feltri e l’attacco alla narrazione della “strage quotidiana”

Nel suo intervento, Vittorio Feltri contesta apertamente l’idea che in Italia si registri una “strage quotidiana” di donne. Il giornalista definisce questa descrizione una costruzione ideologica e chiede di guardare ai dati, citando numeri che, a suo dire, mostrerebbero un trend in calo.

Ricorda che nel 2022 le vittime furono 120, nel 2023 sotto quella soglia, nel 2024 99 e nel 2025, fino a questo momento, 77. Una progressione che, secondo Feltri, non confermerebbe un’emergenza crescente ma un fenomeno da affrontare con serietà, senza slogan o letture emotive.

Nel suo ragionamento, Feltri respinge il collegamento tra violenza e patriarcato, escludendo l’esistenza di un sistema culturale che alimenterebbe gli episodi più gravi. E contesta anche la tesi secondo cui un governo di centrodestra, definito da alcuni “fascista”, avrebbe un legame con l’aumento degli episodi di violenza contro le donne, definendo questa interpretazione “ridicola”. Per Feltri, attribuire al governo un ruolo diretto è privo di fondamento, soprattutto in presenza, a suo dire, di pene inasprite e norme rafforzate proprio dall’esecutivo attuale.

Le accuse alla sinistra e il tema del patriarcato

Nel suo intervento, Feltri critica l’opposizione per aver scelto di associare il fenomeno della violenza contro le donne a una presunta cultura patriarcale, definita da lui “inesistente”. Aggiunge che collegare l’azione dell’esecutivo alla violenza di genere sarebbe una “fandonia”, sottolineando come una premier donna, Giorgia Meloni, non possa essere comunque considerata responsabile di un fenomeno criminale individuale.

Lo stesso Feltri critica le campagne incentrate sull’educazione sentimentale nelle scuole, sostenendo che il percorso di crescita emotiva debba essere affidato alle famiglie e alle esperienze personali. E segnala come, a suo giudizio, il vero tema emergenziale riguardi altri fenomeni criminali: stupri, violenze sessuali e aggressioni commesse in strada. Su questo punto sostiene numericamente, secondo la sua lettura, che una parte significativa di tali reati sarebbe commessa da uomini stranieri, affermando che rappresenterebbero una percentuale sproporzionata rispetto alla popolazione residente. Una posizione che, secondo Feltri, sarebbe poco discussa per ragioni ideologiche.

Il riferimento al mondo islamico e la conclusione sul dibattito politico

Feltri amplia la sua riflessione includendo un riferimento alle condizioni delle donne nei contesti islamici più radicali, citando matrimoni precoci, infibulazione, segregazione domestica e controllo familiare. Le sue parole sottolineano un contrasto diretto con la narrazione politica interna, accusando parte della sinistra e dei movimenti femministi di ignorare deliberatamente questo tema.
Nella parte finale, Feltri ribadisce che la responsabilità dei crimini deve essere sempre individuale e non collettiva. E conclude con un attacco diretto alla sinistra italiana, che definisce priva di identità e contenuti, criticando l’uso della retorica sul patriarcato come un tentativo politico di compensare difficoltà elettorali e arretramenti su scala nazionale.

Published by
Lorenzo Costantino

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