A Dritto e Rovescio il leader M5S, Giuseppe Conte, critica il governo, parla di partecipazione dal basso, cita le regionali in Campania e chiarisce la linea sulle alleanze future.
Negli studi di Dritto e Rovescio, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte dialoga con Paolo Del Debbio durante la puntata trasmessa su Rete 4 il 27 novembre. L’ex premier rivendica il lavoro svolto nei precedenti governi. «Stavamo cambiando il Paese, il decreto dignità, lo spazzacorrotti, lo stesso reddito di cittadinanza». «Poi ovviamente non ci hanno consentito di completare questa rivoluzione perché sono arrivati i poteri forti, il governo dei ‘migliori’».
Alcuni sondaggi indicano Conte come favorito nelle possibili primarie del centrosinistra. Il leader frena sulle ambizioni personali. «Per noi non è importante chi siede a Chigi, per noi è importante che questo Paese cambi veramente».
Rispondendo alle domande di Del Debbio, il leader del Movimento spiega che la sua attività politica non riguarda un vantaggio individuale. «Non mi fa nessuna impressione». «Se facessi la politica per la lusinga personale sarei un miserabile».
Sottolinea il percorso partecipativo avviato dal M5S. «Siamo concentrati a costruire, dal basso, aprendo un cantiere, coinvolgendo tutti i nostri iscritti del Movimento 5 Stelle ma anche i cittadini che vorranno partecipare a questo grandioso cantiere che abbiamo chiamato ‘Nova 2.0’».
Racconta l’esperienza degli ultimi mesi. «L’anno scorso abbiamo già sperimentato le tecniche più avanzate della democrazia partecipativa». «Abbiamo già invitato gli iscritti a deliberare con noi proposte per cambiare il Paese».
L’intervista si svolge mentre nella scena politica resta aperto il dibattito su Atreju, la festa di Fratelli d’Italia prevista a Roma dal 6 al 14 dicembre, evento che alimenta divisioni tra le opposizioni.
Nella parte finale del colloquio, l’ex premier affronta l’esito delle ultime elezioni regionali. Secondo Conte, il segnale riguarda direttamente l’esecutivo. «Soprattutto in Campania». «Il governo continua a dire che va tutto bene e questo fa arrabbiare ancora di più le persone».
Richiama anche la questione dei dazi internazionali. «Meloni la pontiera ha avuto il risultato che le nostre multinazionali vanno via a causa dei dazi Usa». «Come si fa a dire che va tutto bene?».
I sondaggi, tuttavia, indicano il partito della premier, Fratelli d’Italia, in crescita stabile insieme alla coalizione di centrodestra.
Sulla possibilità di un confronto con la premier, il leader M5S non esita. «Io sono sempre disponibile a un confronto democratico, soprattutto quando c’è una platea in cui non ci sono i miei sostenitori».
Sulla costruzione del cosiddetto campo largo, chiarisce la posizione. «Per noi non è questione di allargare quanto più possibile il campo, imbarcare quanto più possibile compagni di strada, chiunque essi siano». «È un problema di compagni affidabili e soprattutto di costruire un progetto serio, rispondente ai bisogni di imprese e famiglie oggi più che mai in difficoltà».
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