La proposta della Lega mira ad ampliare la flessibilità salariale per consulenti e personale fidato di sindaci e presidenti di Regione, senza nuovi oneri per lo Stato.
La Lega ha depositato in Senato un emendamento alla manovra 2026 volto a rivedere le regole che regolano i compensi del personale che opera a stretto contatto con i vertici degli enti locali.
La proposta, presentata dal capogruppo leghista Massimiliano Romeo, intende modificare il tetto fissato nel 2016 sul “trattamento accessorio”, cioè la parte variabile dello stipendio.
Secondo il testo, il limite attualmente in vigore non si applicherebbe più ai collaboratori di sindaci, assessori e presidenti di Regione, permettendo così una maggiore elasticità nella definizione delle retribuzioni del personale di fiducia.
Nelle norme attualmente valide, la spesa per la componente variabile del salario non può superare quella dell’anno precedente, un vincolo pensato per contenere i costi nella pubblica amministrazione.
Con l’emendamento della Lega, questo principio verrebbe superato per gli uffici di diretta collaborazione degli organi politici degli enti territoriali.
L’obiettivo dichiarato è consentire agli amministratori locali di adeguare le retribuzioni in base alle professionalità richieste, senza essere vincolati da limiti fissati quasi dieci anni fa.
La proposta, firmata da Massimiliano Romeo, precisa tuttavia che ogni eventuale incremento dovrà rientrare nelle disponibilità finanziarie dei singoli enti, senza ricadute sulla spesa statale.
La norma, se approvata dal Senato, introdurrebbe quindi un margine più ampio nella gestione degli stipendi destinati ai consulenti. Il testo chiarisce però che le amministrazioni dovranno provvedere “utilizzando le risorse disponibili”, impedendo così aumenti che possano incidere sui conti pubblici nazionali.
In questo quadro, sindaci, assessori e presidenti di Regione potrebbero riconoscere compensi più elevati ai propri collaboratori, pur mantenendo invariato l’impatto complessivo sui bilanci dello Stato.
“Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti utilizzando le risorse disponibili”, recita l’emendamento, confermando che eventuali variazioni dovranno essere sostenute unicamente con fondi già stanziati dagli enti locali.
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