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“Discriminati per la divisa”: la denuncia di Feltri fa esplodere il caso dell’Università di Bologna

Le parole di Vittorio Feltri denunciano il caso dell’Università di Bologna, accusata di aver escluso ufficiali dell’Esercito da un corso di filosofia, simbolo di un clima culturale giudicato ideologico e intollerante.

L’esclusione degli ufficiali e l’accusa di discriminazione

Nel suo intervento, Vittorio Feltri definisce “emblematica” la decisione dell’Università di Bologna di non consentire a un gruppo di ufficiali dell’Esercito di partecipare a un corso di filosofia.

Un episodio che, secondo il giornalista, non rappresenta un semplice malinteso ma una vera discriminazione basata sulla divisa e sulla funzione svolta per la Repubblica.

Feltri sottolinea come un Ateneo, che dovrebbe essere luogo di conoscenza e neutralità culturale, abbia invece respinto uomini e donne interessati ad approfondire una disciplina distante dall’immaginario stereotipato associato all’ambiente militare.

Una scelta che, a suo giudizio, rivela la presenza di un pregiudizio radicato nei confronti di chi indossa l’uniforme, percepito non come servitore dello Stato ma come incarnazione di un’autorità repressiva.

Critica al clima culturale e al silenzio delle istituzioni

Feltri descrive l’episodio come la prova di un sistema culturale nel quale tutto ciò che non rientra in un orientamento politico preciso viene respinto o sbeffeggiato.

Il giornalista parla di una “mentalità infantile e ideologica” che confonderebbe uno Stato democratico con un regime, trasformando il militare in bersaglio di fantasie politiche.

L’aspetto più grave, evidenzia Feltri, è l’assenza di reazioni decise da parte di ampi settori del mondo accademico e politico, un silenzio che lascia intendere come l’esclusione non rappresenti un incidente isolato ma un atto considerato accettabile da alcuni ambienti.

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta per ricordare che un’università non può selezionare gli studenti in base alla divisa, un principio che Feltri definisce “ovvio” ma che, secondo lui, ha bisogno di essere ribadito.

Libertà accademica e ricerca filosofica oltre le etichette politiche

Nel suo commento, Vittorio Feltri contesta l’incongruenza tra i valori di inclusività e pluralismo spesso rivendicati dall’Università di Bologna e la scelta di escludere chi rappresenta le Forze Armate italiane.

Il giornalista sostiene che in alcuni contesti ideologizzati la libertà sarebbe riconosciuta solo se allineata a determinate idee, mentre tutto il resto verrebbe percepito come un ostacolo.

Feltri conclude affermando che la filosofia non appartiene esclusivamente ai circoli progressisti: è una disciplina aperta a chiunque la cerchi. Secondo lui, la voglia di studio mostrata dagli ufficiali indicherebbe la presenza di spirito critico “più nelle caserme che in certi consigli di facoltà”.