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Caso Tramacere, Feltri duro: “Basta vittime automatiche, ora paghi”

Per Vittorio Feltri, il caso di Tatiana Tramacere dimostra un riflesso culturale errato: vittima proclamata in anticipo e collettività mobilitata inutilmente.

La posizione di Feltri sul caso e il presunto procurato allarme

La vicenda di Tatiana Tramacere ha generato dieci giorni di mobilitazione, ipotesi estreme e un racconto mediatico incentrato sul rischio di un nuovo femminicidio.
La giovane è stata invece ritrovata viva e in salute nella mansarda di Dragos Ioan Gheormescu, con il quale avrebbe condiviso una permanenza volontaria.
Per Vittorio Feltri, interpellato da un lettore del Giornale, il caso rappresenta un esempio emblematico di attribuzione automatica del ruolo di vittima.
Secondo il direttore, la narrazione collettiva si era orientata verso scenari drammatici senza attendere alcuna verifica concreta.
Feltri ha sostenuto che la ragazza dovrebbe rispondere delle conseguenze generate dalla sua scomparsa, definendo l’episodio “un gesto irresponsabile”.

Ha dichiarato: “Non so perché abbia fatto tutto questo. Forse per vanità. Forse per farsi notare. Forse per una di quelle idiozie moderne che spingono certe persone a desiderare disperatamente cinque minuti di notorietà. Ma una cosa la so: ha agito con leggerezza, irresponsabilità e totale disprezzo verso chi l’ha cercata, verso le Forze dell’Ordine, verso lo Stato, e perfino verso la verità. Il minimo sindacale sarebbe risarcire la collettività per le risorse sprecate”.
Le sue parole hanno alimentato un confronto acceso sui criteri con cui vengono trattati i casi di scomparsa giudicati potenzialmente a rischio.
Il ritrovamento nella mansarda, secondo Feltri, avrebbe confermato l’assenza di condizioni assimilabili a un sequestro.
L’attenzione ora si concentra sull’eventuale contestazione del procurato allarme, tema già oggetto di valutazione da parte degli inquirenti.
Le verifiche proseguono per ricostruire i movimenti della giovane nei giorni della scomparsa e l’effettiva consapevolezza dell’impatto provocato.
Gli atti raccolti serviranno a definire la posizione giudiziaria di Tatiana e a chiarire se vi siano responsabilità penalmente rilevanti.

“Donne automaticamente vittime”: lo sfogo del direttore

Nel suo intervento, Vittorio Feltri ha ampliato la riflessione al quadro culturale che, secondo lui, condiziona la percezione pubblica.
Ha dichiarato: “È sufficiente che una ragazza sparisca qualche ora, ed ecco partire il rosario laico del femminicidio annunciato: È stata uccisa, lui l’ha sequestrata, l’ha drogata, sedata, plagiata, la ragazza è una martire…”.
Il direttore parla di un meccanismo che trasformerebbe automaticamente la donna in vittima e l’uomo in colpevole, senza attendere elementi oggettivi.
Secondo Feltri, questo atteggiamento creerebbe un clima di sospetto generalizzato e condizionerebbe il dibattito pubblico.
Nel caso di Tatiana Tramacere, la prolungata assenza aveva alimentato una narrazione drammatica, poi smentita dai fatti accertati.
Feltri ha affermato: “Peccato che la fanciulla – maggiorenne, adulta consenziente, perfettamente lucida – se ne stesse rintanata a pochi metri da casa sua, senza né corde né catene, senza nessuno che la custodisse, libera come l’aria di andarsene in qualsiasi momento. Mi pare un quadro molto lontano dal sequestro di persona. E soprattutto lo ha ammesso lei stessa: fine del giallo”.
La posizione del direttore ha trovato riscontro in numerosi commenti sui social, dove molti utenti hanno discusso la gestione mediatica della vicenda.
Gli inquirenti stanno intanto completando l’analisi dei materiali acquisiti durante le ricerche.
Il quadro sarà definito con la conclusione del fascicolo dedicato all’allontanamento.
Le verifiche riguarderanno anche le ricadute operative determinate dalle ricerche effettuate in più province.

Feltri: “Non è fragilità, è procurato allarme”

Nelle sue considerazioni, Vittorio Feltri insiste su un punto ritenuto centrale nel dibattito.
Ha affermato: “Lei sapeva benissimo di essere cercata. Non era una passeggiata solitaria fra i boschi in un momento di confusione. No, qui parliamo di una persona che conosceva l’angoscia dei familiari, seguiva l’eco mediatica, sapeva dell’impegno enorme di carabinieri e polizia ma, nonostante questo, ha scelto il silenzio, l’ambiguità, la sparizione”.
Per il direttore, la condotta della giovane supera il concetto di difficoltà emotiva e si avvicina invece al procurato allarme.
Il tema è ora oggetto di valutazione formale da parte delle autorità, che stanno esaminando la cronologia degli interventi e la portata delle ricerche effettuate.
Le operazioni hanno coinvolto mezzi, volontari e unità specializzate, mobilitate per dieci giorni consecutivi.
Le decisioni finali dipenderanno dall’analisi conclusiva degli elementi raccolti dagli investigatori.
L’inchiesta resta aperta nelle mani degli organi competenti.