Il fuori onda di Brigitte Macron, femministe e politici contro la première dame
Il video in cui Brigitte Macron definisce “brutte st…” alcune attiviste femministe durante un fuori onda con Ary Abittan scatena uno scontro politico senza precedenti in Francia.
La frase privata che accende lo scontro
Una battuta pronunciata dietro le quinte di un programma televisivo ha acceso un caso nazionale in Francia. Le immagini mostrano Brigitte Macron rivolgersi all’attore Ary Abittan, assolto dall’accusa di stupro dopo anni di indagini, mentre lui esprimeva timore prima di entrare in scena. «Se ci sono delle brutte st…, le butteremo fuori» è la frase pronunciata dalla première dame, registrata domenica sera e diventata virale nel giro di poche ore. Il video ha riacceso lo scontro tra istituzioni e movimenti femministi, rilanciando il dibattito sull’opportunità delle sue parole e sul contesto in cui sono state pronunciate. La visita della première dame non era casuale: la sera precedente lo spettacolo di Ary Abittan era stato interrotto da attiviste del collettivo #noustoutes, che lo accusano da anni nonostante l’archiviazione del caso. Le manifestanti si erano presentate indossando maschere con il volto dell’attore e la scritta “stupratore”, urlando «Abittan violentatore» e causando forte agitazione all’artista, come riferito dalla sua avvocata Caroline Toby, che ha ricordato: «I sette magistrati che hanno esaminato il dossier sono stati unanimi: è innocente».
Lo scontro con il femminismo e le reazioni pubbliche
Alle proteste si è aggiunta l’ondata di indignazione generata dalla frase della première dame, interpretata come una delegittimazione del movimento femminista. Una delle attiviste presenti ha dichiarato di sentirsi «profondamente colpita e scandalizzata», affermando: «Il messaggio politico è scioccante. Si sputa sulle vittime e sulle associazioni femministe». Il collettivo #noustoutes ha risposto lanciando l’hashtag #salesconnes, diventato rapidamente virale come ribaltamento ironico e provocatorio della frase stessa. Diverse personalità del mondo culturale e dell’attivismo si sono schierate con le manifestanti, alimentando ulteriormente il dibattito. Sul piano politico, le reazioni sono state immediate. Marylise Léon, segretaria della CFDT, ha definito le parole «del tutto fuori posto e volgari». La leader ambientalista Marine Tondelier ha affermato che «una première dame non dovrebbe dire queste cose», mentre Manon Aubry, de La France Insoumise, ha commentato che il caso dimostra che «è ora che la coppia Macron se ne vada». È intervenuto anche l’ex presidente François Hollande, che ha sottolineato: «Anche se si può criticare la forma, quando si tratta di donne che lottano contro le violenze, non si parla in quel modo».
La posizione dell’Eliseo e un caso politico crescente
Nel tentativo di arginare la polemica, lo staff di Brigitte Macron ha spiegato che la frase non era rivolta alle femministe, ma al metodo utilizzato per interrompere lo spettacolo. Una versione che non ha però smorzato le critiche, alimentate dalla rapidità con cui il filmato si è diffuso e dall’eco del caso giudiziario che aveva coinvolto Ary Abittan. La vicenda continua a polarizzare opinione pubblica e classe politica, diventando un nuovo terreno di scontro in un momento già teso per il dibattito francese sulle questioni di genere.
