Test di Medicina, Burioni replica senza sconti: ““Ignoranza spaventosa, non siete più alle elementari”
Il virologo Roberto Burioni attacca studenti e genitori sul semestre filtro a Medicina: “Basta lamentele. Servono risultati, non scuse”.
La polemica sul semestre filtro e la protesta degli studenti
Il semestre filtro per l’accesso a Medicina torna al centro del dibattito dopo le proteste degli studenti che, durante l’evento di Atreju, hanno contestato la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, accusandola di aver fatto perdere loro un anno accademico. A innescare nuove polemiche sono state le parole di Roberto Burioni, virologo e docente di Virologia e Microbiologia all’università San Raffaele di Milano, che ha risposto in modo netto alle critiche. Secondo Burioni, la riforma non presenta alcuna anomalia sostanziale: la selezione, a suo avviso, non è stata eliminata, ma semplicemente spostata nel tempo. Solo il 10% degli studenti ha superato il primo appello, un dato che per il professore non rappresenta uno scandalo, ma la conferma della natura selettiva del percorso. “Due su tre non entreranno, e un esame che elimina il 66% dei candidati non è impossibile, ma è decisamente selettivo”, ha spiegato, respingendo l’idea di una prova irragionevolmente difficile.
Le domande d’esame e l’accusa di ignoranza diffusa
Attraverso diversi interventi sui suoi canali social, Roberto Burioni ha contestato anche la narrazione di test “difficilissimi”. Il docente ha pubblicato esempi concreti delle domande, sostenendo che molte fossero di “una facilità imbarazzante”. In uno dei passaggi più duri, ha affermato: “Un genitore normale, se il figlio che ha mantenuto e fatto studiare arriva alla maturità e pretende di entrare a medicina senza sapere la formula chimica del sale da cucina, dovrebbe arrabbiarsi con il figlio che non ha studiato”. Secondo il virologo, invece, si è diffusa la tendenza a cercare colpe esterne: il ministro, la scuola, il governo, fino al “destino cinico e baro”. “Qui invece se la prendono con il ministro, con la scuola, con il governo, con il destino cinico e baro e infine con me che ho avuto il torto di fare notare al mondo che molte domande di questi ‘difficilissimi’ test sono di una facilità imbarazzante”, ha scritto, ribadendo che il problema non risiede nella struttura dell’esame, ma nella preparazione degli studenti.
L’affondo sui genitori e il sistema scolastico
Le parole più aspre di Burioni sono però rivolte ai genitori. A suo giudizio, le difficoltà emerse con il semestre filtro sarebbero la conseguenza di anni di scuola priva di reale selezione. “Avete voluto una scuola non selettiva, perseguitando ogni insegnante minimamente severo”, ha affermato, descrivendo un sistema che avrebbe privilegiato l’espressione personale rispetto allo studio rigoroso. Secondo il docente, molti studenti sarebbero arrivati alla maturità senza essere mai stati messi davvero alla prova, in un contesto che ha promosso quasi la totalità dei candidati. In questo quadro, l’impatto con una selezione vera viene vissuto come uno shock. Da qui l’invito ai genitori: “Fate sfogare i vostri figli per una settimana, poi invitateli a studiare seriamente il prossimo anno. Dicendogli che non sono più alle elementari, e che nel mondo vero non basta l’impegno e il sacrificio: ci vuole il risultato”. Per Roberto Burioni, il nodo centrale non riguarda le modalità di accesso a Medicina, ma “il livello spaventoso di ignoranza dimostrato dai partecipanti alla selezione”, un dato che, secondo lui, non può più essere ignorato.
