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Francesca Albanese nelle scuole, Valditara manda gli ispettori, il Pd: “Prove generali di regime”

Ispezioni ministeriali dopo un webinar con Francesca Albanese: polemica nazionale, accuse di indottrinamento e scontro tra destra e Pd sul ruolo della scuola.

L’ispezione ordinata dal ministro Giuseppe Valditara
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha disposto un’immediata ispezione nelle scuole dove sarebbe intervenuta Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. L’iniziativa nasce da segnalazioni politiche e articoli di stampa che riferiscono di un webinar organizzato dalla rete di insegnanti “Docenti per Gaza”, trasmesso durante l’orario scolastico in istituti della Toscana. Secondo le ricostruzioni, l’evento avrebbe coinvolto un liceo e una scuola media di Pisa, un istituto di Pontedera e una scuola di Massa. In una nota ufficiale, Valditara ha spiegato: “Leggo su organi di stampa che in alcune scuole una relatrice, invitata durante l’orario scolastico ad intervenire su fatti di attualità, avrebbe rilasciato dichiarazioni che, se comprovate, potrebbero costituire ipotesi di reato”. Il ministro ha aggiunto di aver chiesto agli organi competenti di “verificare la realtà dei fatti e la eventuale responsabilità di organi scolastici”, chiarendo che, qualora confermate, le affermazioni sarebbero “di estrema gravità”.

I webinar di Docenti per Gaza e i contenuti contestati
La vicenda ruota attorno a una serie di webinar promossi dal collettivo “Docenti per Gaza”, tra cui un incontro registrato e diffuso online nella scorsa primavera. Sul sito del gruppo si legge che “il 26 marzo 2025 la relatrice speciale delle Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato, Francesca Albanese, ha incontrato più di 3.000 studenti in tutta Italia”, presentando la questione palestinese da una prospettiva storica e culturale. Un altro progetto, intitolato “Quando il mondo dorme. Francesca Albanese incontra le scuole”, fa riferimento a tre webinar programmati il 4, 9 e 10 dicembre, rivolti a scuole medie e superiori. A corredo di alcuni post pubblicati sui social compaiono richieste di adesione da parte di insegnanti e immagini che mostrerebbero collegamenti in diretta dalle aule. Tra queste, una fotografia inviata da una docente di Pontedera, con la scritta “Grazie dalla 5d del liceo Montale”, che ritrae alcune studentesse e lo schermo con la relatrice collegata in video. In un post del 4 dicembre, il collettivo parla di “oltre 230 classi del triennio delle scuole superiori” e “oltre 4.000 studenti collegati”.

Accuse politiche e reazioni contrapposte
Sul piano politico, il caso ha acceso uno scontro frontale. Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Pontedera, Matteo Bagnoli, ha presentato una denuncia sostenendo che alcune classi sarebbero state portate a un’assemblea con Francesca Albanese durante la quale si sarebbe svolta “propaganda politica travestita da didattica”. Secondo Bagnoli, la relatrice avrebbe accusato il governo Meloni di essere “fascista”, parlato di complicità in un genocidio, attaccato Leonardo definendola “criminale” e invitato gli studenti a occupare le scuole. Si tratta di affermazioni non verificate, riportate per dovere di cronaca. La polemica è arrivata in Parlamento con un’interrogazione del deputato Alessandro Amorese, capogruppo FdI in commissione Istruzione, che ha parlato di “metodo da regime inaccettabile nella scuola italiana”. Critiche analoghe sono arrivate da Federico Mollicone e dalla Lega, che ha denunciato lezioni “chiaramente orientate” e prive di contraddittorio. Di segno opposto la posizione del Pd. Arturo Scotto ha difeso Albanese, definendola “una figura istituzionale” e accusando Valditara di agire come “epuratore”, annunciando una propria interrogazione parlamentare per chiarire se si tratti di “prove generali di regime”.