Atreju, Bernini riaccende lo scontro “Gli studenti che protestano? Dei piccoli Landini e Schlein”
Dopo le polemiche per le frasi sugli studenti, la ministra Anna Maria Bernini rivendica le sue parole, accusa i partiti di strumentalizzazione e difende la riforma di Medicina.
La replica dopo la bufera e l’affondo sugli studenti Udu
Dopo le contestazioni esplose ad Atreju e le critiche per una replica definita “berlusconiana” agli studenti che la contestavano, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini torna sul tema e rilancia.
A margine di un evento a Bologna, Bernini ha chiarito di non considerare quelle proteste una semplice manifestazione studentesca. “Bisogna chiamare le cose col loro nome – ha affermato – non è una contestazione di studenti: sono studenti Udu, diciamo piccoli Landini e piccoli Schlein, che protestano legittimamente perché contrari alla riforma di Medicina”.
Parole che riaccendono lo scontro politico e che confermano la linea della ministra, decisa a distinguere tra dissenso spontaneo e mobilitazione organizzata. Il riferimento all’Unione degli Universitari e ai leader sindacali e politici del centrosinistra segna un confine netto nel racconto della protesta, che Bernini definisce legittima nelle intenzioni ma non neutra sul piano politico.
“Protesta strumentalizzata dai partiti”
Nel suo intervento, Anna Maria Bernini ha puntato il dito contro quella che considera una strumentalizzazione politica delle contestazioni scoppiate contro la riforma del test di Medicina.
“Mi spiace moltissimo che alcuni partiti politici strumentalizzino questa protesta di studenti Udu”, ha dichiarato, sottolineando che l’obiettivo del governo resta quello di far funzionare la riforma “per loro”, per gli studenti stessi. La ministra ha ribadito di non sottrarsi al confronto e di averlo dimostrato anche nei momenti più tesi.
“La cosa che mi permetto di suggerire è prima di contestare, ascoltare”, ha spiegato, ricordando di essere scesa dal palco, aver raccolto le domande e di essere poi risalita per rispondere.
Un passaggio con cui Bernini rivendica un metodo di dialogo diretto, pur senza arretrare sulle scelte politiche.
Il confronto acceso e le accuse delle opposizioni
La ministra ha insistito sulla propria disponibilità al dialogo anche in condizioni difficili. “Io li ascolto, mi faccio contestare, mi faccio urlare in faccia, e se loro rilanciano e mi vogliono incontrare di nuovo, io lo faccio volentieri e continuerò a farlo”, ha ribadito, respingendo l’idea di una chiusura verso il mondo studentesco. In chiusura, l’appello alle opposizioni:
“Facciamo polemica politica su altro, lasciamo stare gli studenti, non usiamoli come armi improprie”. Nel frattempo, il dibattito sulla riforma del semestre filtro si è arricchito dell’intervento del professor Roberto Burioni, docente all’Università Vita-Salute San Raffaele, che ha parlato di “domande di una facilità imbarazzante” e di un “livello spaventoso di ignoranza” emerso nelle selezioni. Dal fronte opposto, il Movimento 5 Stelle continua ad accusare Anna Maria Bernini di “bullismo e derisione” nei confronti degli studenti. Il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha parlato di un clima di “logoramento”, sostenendo che “il merito non si afferma con l’umiliazione, ma con regole chiare e condizioni eque per tutti”.
