Italia & Dintorni

Landini esulta per la liberazione dell’imam Shahin, FdI affonda: “La Cgil ha tradito i lavoratori”

La Cgil festeggia la liberazione di Mohamed Shahin. Da Fratelli d’Italia arriva una replica durissima: accuse di deriva ideologica e abbandono delle priorità dei lavoratori.

L’esultanza della Cgil e la polemica sulla decisione dei giudici

Ancora una volta, secondo i critici, la Cgil sposta il proprio baricentro lontano da fabbriche, salari e contratti per entrare in pieno nel terreno dell’ideologia.

Questa volta al centro della polemica c’è la reazione del sindacato guidato da Maurizio Landini alla liberazione dell’imam di Torino Mohamed Shahin, decisa dalla Corte d’appello.

Una reazione definita da più parti come eccessiva, con toni che hanno fatto apparire la vicenda come una vittoria sindacale o un avanzamento dei diritti civili.

La Cgil, dopo aver partecipato a iniziative e sit-in, ha parlato apertamente di “vittoria per la città di Torino e per lo stato di diritto”, senza però richiamare le posizioni pubbliche attribuite all’imam sul 7 ottobre e sul conflitto a Gaza.

Nel motivare la propria soddisfazione, il sindacato ha inoltre sottolineato che Shahin sarebbe libero “perché non è pericoloso”, una valutazione che ha sollevato ulteriori polemiche per il contrasto con le posizioni espresse dal Viminale e dalle autorità competenti.

La replica durissima di Fratelli d’Italia

La presa di posizione della Cgil ha provocato una reazione immediata e molto dura da parte di Fratelli d’Italia, che ha parlato apertamente di una deriva ormai strutturale del sindacato.

Secondo il partito della premier Giorgia Meloni, le tutele sociali e il mondo del lavoro sarebbero diventati temi secondari, mentre l’organizzazione guidata da Landini apparirebbe sempre più concentrata su battaglie ideologiche e simboliche.

A sintetizzare questa critica è stato il senatore Alberto Balboni, responsabile nazionale del dipartimento Legalità e Sicurezza di Fratelli d’Italia.

“Sui quotidiani di oggi la Cgil esprime ‘profonda gioia’ per la liberazione dell’imam di Torino Mohamed Shalin, rilasciato per ordine della Corte d’Appello dal Cpr di Caltanissetta, dove era trattenuto in attesa dell’espulsione”, ha dichiarato.

Balboni ha aggiunto di faticare a comprendere quale beneficio concreto questa scelta possa portare ai lavoratori italiani, ricordando le dichiarazioni attribuite all’imam sulla strage del 7 ottobre, definita non “violenza” ma “reazione legittima”.

Le critiche interne e il malcontento tra gli ex dirigenti

La polemica non arriva solo dal fronte politico. Crescono anche le voci critiche interne o provenienti dall’area storicamente vicina al sindacato. Intervistato dal Foglio, l’ex portavoce Massimo Gibelli ha espresso un giudizio netto: “In questa Cgil non mi riconosco più”.

Gibelli, allontanato nel 2023 durante la segreteria Landini, ha descritto l’attuale linea come una rottura con la tradizione sindacale: “Una Cgil che abbandona la centralità del mondo del lavoro per un sociale indistinto e protestatario”.

Secondo l’ex portavoce, questa impostazione condannerebbe il sindacato “alla marginalità come organizzazione sindacale e all’irrilevanza come soggetto politico”.

Un giudizio che si inserisce in un clima di crescente disillusione, non solo tra i lavoratori, ma anche tra chi per anni ha fatto parte della struttura dirigente della confederazione.

Published by
Francesco Paolo Antonicelli

This website uses cookies.